Libri

“Il posto più pericoloso del mondo”

41nG6ebtMPL._SX354_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Il colore dei muri era lo stesso del cuore che batte.

Il posto più pericoloso del mondo, Lindsey Lee Johnson, Bompiani. Traduzione a cura di Sara Reggiani. Per certi versi ricorda un po’ l’acclamatissima Thirteen reasons why di Netflix, cambiando quel che si deve. Tristan ha tredici anni ed è goffo. Lento. Pallido. Grasso. Strano, almeno a detta degli altri, che pensano che anche sua madre non abbia tutte le rotelle al posto giusto. È innamorato di Calista, Cally. Le scrive una lettera. In cui, ovviamente, si mette completamente a nudo, esponendosi ai commenti più feroci. Anche perché la cara fanciulla, insieme ai suoi amici belli e strafottenti, che sembrano avere il mondo in pugno, se non altro perché hanno soldi a palate, fa in modo che il ludibrio attraverso i social network sia totale. A Tristan non resta altro da fare che volare giù di sotto dal Golden Gate Bridge. Naturalmente per gli altri non c’è adeguata punizione, però passano gli anni, Calista ora non consente più che ci si rivolga a lei col diminutivo, c’è chi crede di aver raggiunto l’età adulta solo perché va a letto con un professore sposato, c’è chi prova sulla sua pelle l’isolamento, c’è chi imbocca strade pericolose… Ma… Potente, straziante, magnifico. Un romanzo che è uno schiaffo in pieno viso, da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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