Libri

“Ieri ha chiamato Claire Moren”

41ARrY+NyVL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non riuscivo proprio a vederlo quella specie di placido rimbambito come un criminale nazista. Non aveva il fisico del ruolo, mi ripetevo andando verso l’ospedale, non aveva nessuna luce negli occhi. Chissà perché uno s’immagina che la ferocia debba incarnarsi in una faccia feroce, pensavo camminando svelto. Ma poi perché camminavo svelto? Chi dovevo raggiungere? Cameron se ne stava nelle sue belle tenebre. Mentre Gagliardi era in prigione. Due su due, un ottimo risultato. Li ho persi entrambi, mi dicevo accelerando il passo. Avevo il fiatone. Pensavo che se fossi giunto per tempo all’ospedale, almeno potevo collassare come si deve. Lì qualcuno si sarebbe preso cura di me. Appena varcato il portone di vetro un bel crollo verticale, come quei palazzi che riempiono di dinamite e se ne scendono giù come se avessero un prolungato attacco cardiaco. Probabilmente stavo sbagliando strada perché non riuscivo più ad orientarmi. Anche i palazzi sembravano diversi. Avevano forme sconosciute. Non li ricordavo così alti. Non era tardi. Sentivo le gambe stanche e i pensieri che scendevano molli verso le narici. C’era un silenzio così glaciale in quelle strade. O almeno io non riuscivo a sentire alcunché. Andavo spedito con la faccia in avanti sperando di tagliare l’aria in due. Neanche un semaforo che s’incrinasse, o una goccia a cadere dalle nuvole. Ma poi c’erano davvero delle nuvole? Nessuno che camminasse al mio fianco o che mi superasse con una bella andatura da corridore provetto e il fiato che si spreca. Non passavano neanche automobili, né motorini. Quanto avrei dato per una bella sirena d’ambulanza.

Ieri ha chiamato Claire Moren, Giuseppe Aloe, Giulio Perrone. Enea, dopo diciotto anni di galera, esce. E vuole tornare laddove è stato felice. Laddove c’è un uomo che è impegnato in una ricerca per lui fondamentale. Un uomo che crede che Enea abbia pagato per colpe non sue. Un uomo che vuole che Enea ricordi quel che strenuamente cerca di dimenticare. Un amore infelice, finito male, un delitto. Sorprendente, soprattutto per l’ottimo finale, il romanzo è un tessuto fatto di fili sottilissimi ma resistenti come il piombo,  che sembrano tuffarsi in profondità come fiumi carsici, e raccontare, a ogni volgere di pagina, nuove trame. Potente.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...