Intervista, Libri

Tito Schipa jr. e le sorprese del futuro

download (1)di Gabriele Ottaviani

Orfeo 9 – Then an Alley è rientrato nella longlist dello Strega di quest’anno. Un libro appassionante, di cui siamo felicissimi di intervistare l’autore, Tito Schipa jr.

Da dove nasce l’esigenza di questo suo volume?

A parte la prevedibile parte di narcisismo che muove qualsiasi autore, e al di là del desiderio di comunicare le mie considerazioni personali sul difficile (in Italia) mestiere di narratore in musica, la ragione centrale resta quella di tutta la mia carriera: richiamare l’attenzione su una certa crisi dell’ascolto (riguardo a qualsiasi tipo di musica) e all’assurda contraddizione che fa del Paese creatore e primo protagonista della “forma Opera” (non importa se classica, rock o qualsiasi altra definizione possibile) l’ultimo, oggi, a sfruttarne le possibilità. In altre parole, attraverso il racconto di un fanatico della commedia in musica, tento di trasmettere la mia domanda fissa: perché in Italia non più, dopo che siamo stati i massimi esponenti del genere?

Cosa rappresenta la musica per lei?

Posso rispondere con le parole di Nietzsche: “Senza la musica la vita sarebbe un errore”. Non riesco a immaginare nulla di più alto e di più commovente, di più divino, direi, di un gruppo di persone che si radunano per cantare o suonare insieme. Per me un’orchestra è la più alta e nobile rappresentante dell’Umanità.

In che modo l’arte e la vita si influenzano?

Sono certo che la vita influenza l’arte, ed è la miglior cosa che possa fare… Che l’arte influenzi la vita… In fondo credo che in realtà esistano le arti e le vite, ognuna diversa e indipendente nei singoli individui. Lì possono facilmente diventare la stessa cosa.

Come ha visto cambiare la scena culturale italiana e internazionale in questi anni?

Se devo evidenziare una differenza fra i tempi del mio debutto ed ora, vedo una sorprendente mancanza, addirittura un collasso della “visione”. Addirittura neanche le droghe (quelle naturali che parevano stimolare gli artisti o i mistici, non la robaccia schifosa in polveri bianche) pare riescano più a provocare sobbalzi intellettuali o spirituali nelle schiere di spinellati. Davanti agli argomenti meravigliosi e alle esperienze del divino e dell’assoluto, paiono tutti diventati, per dirla alla romana, “de coccio”.

Che valore hanno per lei la memoria e la testimonianza? Sembrano temi fondamentali, leggendo le sue pagine.

“Preserve your memories; they’re all that’s left you…” (Simon & Garfunkel)

Cosa si aspetta dal futuro?

Altre sorprese. Tutto è stato una sorpresa, completamente al di fuori e indipendente (almeno così mi è sembrato) da ogni progetto o tabella di marcia. I buddisti dicono: “Lavora al tuo meglio senza pensare al risultato; non dipende da te”.

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