Libri

“La tavola del paradiso”

82664-9788869933202-e1492785786338di Gabriele Ottaviani

Erano distesi al buio da qualche minuto quando Eula disse: «Ancora non capisco perché non abbiamo ricevuto una lettera». «Lettera?». «Sì» disse. «Da Eddie. Almeno per farci sapere cosa sta facendo».

«Magari è troppo occupato» le disse. «Non starei a pensarci troppo. E comunque non la sapremmo leggere». «Forse noi no, ma Slater sì». Ellsworth decise che la cosa migliore da fare era spostare la conversazione su un altro argomento. Rifletté un attimo, poi disse: «Oh oh, che storia è questa?». «Cosa vuoi dire?». «Quel dannato maestrino. E così ti sei presa una cotta per lui?». «Non essere sciocco» disse Eula, poi ridacchiò e gli diede una manata sulla spalla. «Deve essere stato quel flauto che suonava. O magari quel fiore dietro l’orecchio». «Tu sei pazzo» disse lei. «Eh sì» disse Ellsworth, girandosi verso il muro, «lo sapevo che non avrei dovuto portarti da lui». «Vedi di dormire» fece lei «prima di combinare guai». Ellsworth chiuse gli occhi, ma l’immagine di Eddie che faceva fare le piroette a qualche sgualdrina lo tenne sveglio per tutta la notte, e si era fatta quasi l’alba quando finalmente sprofondò nel sonno.

La tavola del paradiso, Donald Ray Pollock, Elliot, traduzione dall’inglese di Gianluca Testani. Al confine fra la Georgia e l’Alabama, nell’anno in cui gli Stati Uniti, di cui ancora non fanno parte né Alaska né Hawaii, entrano nella prima guerra mondiale, prendendo di fatto il posto della Russia agitata dai venti di rivoluzione che portano all’abolizione del regime zarista, si sviluppa l’epopea di tre fratelli, Cane, Cob e Chimney, tipi umani caratterizzati in maniera senza dubbio canonica ma altrettanto efficace, che, morto il padre, un contadino vittima di numerosi soprusi e privazioni e certo più incline, e del resto non poteva essere altrimenti, all’uso delle mani che non dell’arte retorica, si trasferiscono al nord in cerca di un destino che possa dar loro qualche stimolo in più. Ovviamente non senza abbandonare le maglie strette della legalità… Non lontano da dove i fratelli Jewett si trasferiscono vive un altro contadino, Ellsworth Fiddler, che a causa di una frode perde tutto quel poco che possiede. Le vicende esistenziali sono destinate a intrecciarsi, e inizialmente non sembra che questa commistione lasci presagire alcunché di buono. Ma… Le atmosfere selvagge che Pollock, che per decenni ha lavorato come operaio in una cartiera dopo aver lasciato gli studi e aver brevemente prestato la sua opera all’interno di un macello, descrive lasciano letteralmente senza fiato, così come colpisce per la sua ruvida limpidezza la profondità dell’analisi psicologica dei protagonisti: il volume si configura come un libro di respiro epico e pànico, da non lasciarsi assolutamente sfuggire.

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