Intervista, Teatro

“Il colloquio”: intervista a Tommaso Arnaldi

18221686_10211256173232805_6295117038964114580_ndi Gabriele Ottaviani

In scena dal sedici di maggio al quattro di giugno al Teatro de’ Servi Il colloquio, di Serge Da Silva, diretto da Virginia Acqua, che è anche traduttrice del testo originale, con Luca Basile, Ermenegildo Marciante e Tommaso Arnaldi: sentiamo cosa ci racconta Tommaso Arnaldi.

Il colloquio torna a Roma: che significa per te?

Il colloquio è uno spettacolo che mi ha permesso di conoscere e lavorare con colleghi meravigliosi: Virginia Acqua, regista e amica con cui avevo già lavorato e che mi ha insegnato moltissimo, ed Ermenegildo Marciante e Luca Basile, due attori straordinari, tra di noi si è formato un fortissimo legame e credo che questo abbia dato alla commedia una marcia in più. Tornare in scena con loro, su un palco importante come quello del Teatro de’ Servi è una gioia.

Come descriveresti il tuo personaggio?

Sergio Sangria è un uomo onesto, questa è la prima cosa che mi ha colpito. Con la sua stravaganza riesce a rendere leggero tutto quello che ha intorno.

Che cosa rappresenta per te il teatro?

Il teatro è vita. Sembra banale ma è così. Il rapporto diretto con il pubblico, lo scambio di energia che si crea tra i colleghi sul palco è linfa vitale, e ogni personaggio che affronto mi aiuta a capire una parte di me stesso. È un processo che, quando si lavora in macchina da presa, spesso a causa di problemi che hanno a che fare con il budget, non sempre puoi sempre vivere fino in fondo.

Qual è la situazione della cultura in Italia? E del mondo del lavoro?

Rispetto a tre o quattro anni fa mi sembra ci sia una ripresa. Autori, produttori e registi si stanno adattando al cambiamento economico mondiale, e riescono a tirare fuori il meglio con quello che l’attuale sistema permette. Ovviamente siamo ancora lontanissimi dall’obiettivo di riportare il nostro agli antichi fasti… ma credo che la strada sia quella giusta.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Dopo Il colloquio devo finire di girare un film per il cinema. L’opera prima di Giulia Grandinetti, “Alice e il paese che si meraviglia”, un film coraggioso girato con grande cura in ogni suo particolare. Quindi dovrò seguire l’uscita del film di Lamberto Bava “Twins” a cui ho partecipato e ci sono in ballo diversi progetti teatrali… ma sono scaramantico!

Se potessi realizzare un desiderio che hai, quale sarebbe?

Se te lo dicessi, non si realizzerebbe mai no? Eheheheh!

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