Libri

“Com’è trascorsa la notte”

com-e-trascorsa-la-notte.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sono sempre in mezzo agli intrecci pruriginosi di costoro, sopporto i pianti le malinconie le gelosie le passioni e dal mio baule estraggo l’anima e la forma di quel che recitano. Mi vogliono pronta a ogni cambio di costume, a ogni mutar di scena. Ingrassano e dimagriscono a seconda dei loro umori, e devo scucire, imbastire e cucire sul momento la loro seconda pelle. E quando se ne spogliano e me la consegnano sa di acre sudore, e io vi leggo il loro disagio, la paura e la rabbia per non avere saputo far meglio, neppure sulle tavole del palcoscenico.

Com’è trascorsa la notte – Il sogno, Filippo Tuena, Il saggiatore. Filippo Tuena (Tutti i sognatori,  Le variazioni Reinach,  Ultimo parallelo, Memoriali sul caso Schumann) sembra aver davvero fatto suo l’abusato adagio di Italo Calvino, lo scarno agglomerato di parole che è diventato frase formulare e finanche slogan commerciale nella nostra contemporaneità che si è fatta avvezza a reificare e a mercificare ogni cosa. Un classico non finisce mai di dire quel che ha da dire, in buona sostanza: ma per Tuena Sogno di una notte di mezza estate, il testo shakespeariano celeberrimo, rappresentato sempre, comunque e dovunque, elemento cardine di un certo immaginario collettivo culturale, sociale, artistico, persino politico, per le sue variegate e roride valenze metaforiche, non è semplicemente un testo da cui prendere le mosse per poi dire, scrivere, fare, raccontare altro. È un fertile sostrato che rievoca per dare voce alla sua natura di romanziere, che nutre la letteratura e che della letteratura si nutre e si bea. Se è certamente questo romanzo infatti un grande e commosso tributo nei confronti dell’arte della parola, un atto d’amore per la già più volte nominata letteratura, che con le pagine rende oggetto tangibile, e dunque rassicurante, l’esigenza effimera, fondamentale e impalpabile del bello, di qualcosa d’altro che non sia solo la quotidianità, che certo non soddisfa la fame di vita e di conoscenza di tutte le componenti dell’animo dell’uomo, è altrettanto vero che l’amore qui viene declinato anche attraverso un canto. Struggente. Ineffabile. Strozzato. Appassionato. Che i numi arrivino in soccorso, c’è una donna da riconquistare, che sfugge come l’acqua d’un torrente, inarrestabile, vivificante, salvifica. Costruito su più livelli con precisione da orologiaio e ricco di chiavi di lettura (ognuno di certo potrà trovarvi la sua, quella che più gli si addice), il testo di Tuena è un viaggio onirico e immaginifico dall’abisso al sublime.

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