Cinema

“My Italy”

download.jpegdi Gabriele Ottaviani

Con la sempre bella fotografia di Blasco Giurato My Italy, in sala dal diciotto di maggio, più che un vero e proprio film – difetta un po’ di omogeneità e struttura, pare costruito come un collage polimaterico – è un ritratto d’artista. Meglio, di artisti: quattro, i protagonisti, e molti altri. Inserendo in un registro da commedia, a tratti grottesco e farsesco, ironico e sagace, ma con guizzi di sensibilità che fanno a tratti pensare, mutatis mutandis, al Bella e perduta di Pietro Marcello (ma d’altro canto anche a Totò e Peppino, in gita stavolta non a Milano, ma tra Varsavia, Cannes e non solo), vere e proprie lezioni d’arte di Achille Bonito Oliva, Bruno Colella racconta le vicende di Mark Kostabi, Krysztof Bednarski (autore dello splendido monumento funebre a Krzysztof Kieślowski), H. H. Lim e Thorsten Kirchhoff. Quattro artisti di chiara fama che dall’America, dalla Polonia, dalla Malesia e dalla Danimarca hanno scelto l’Italia come terra d’elezione. Con Marco Tornese, Lina Sastri, Piera Degli Esposti, Jerzy Stuhr, Serena Grandi, Maciej Robakiewicz, Rocco Papaleo, Nino Frassica, Enzo Gragnaniello, Nicola Vorelli, Sebastiano Somma, Eugenio Bennato, Alessandro Haber, Tony Esposito, Edoardo Bennato, Pietra Montecorvino, Remo Remotti, Luisa Ranieri, Rino Barillari, Enzo Aisler, Claude Pommier, Francesca Tasini, Judith Freiha, Leonardo Lacaria, Giovanni Allocca, Alesssandra Bonarota, Sonia Totaro e Giancarlo Bizzarri.

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