Libri

“Non volevo morire vergine”

978885665816HIG_54ce750de9e61383dacafc44add1b010.JPGdi Gabriele Ottaviani

Perché raccogliere le briciole del tempo di un uomo, per quanto mi possa raccontare che “va bene così, non cerco altro”, non è molto gratificante.

Non volevo morire vergine, Barbara Garlaschelli, Piemme. Prefazione a cura di Daria Bignardi. Un giorno Barbara si tuffa. Ha quindici anni. L’acqua è bassa. Troppo. Resta tetraplegica. Proprio nel momento della vita in cui sembra destinata a spiccare il volo, a correre verso la felicità, non le resta altro da fare, non le è più permesso fare altro che rimanere ferma. Il suo corpo non asseconda più i palpiti del suo cuore e la sfrenata goliardia dell’intelletto. Perché a quindici anni, non solo a quell’età, in verità, ma specialmente in quel periodo, hai fame di esperimenti ed esperienze. Esperienze che nella condizione in cui Barbara si ritrova sembrano tutte ineluttabilmente precluse. Soprattutto una. Il sesso. Che è una componente, inutile dirlo, a dir poco fondamentale della vita. Ma Barbara non si arrende… Gravido di ironia e intelligenza, il libro di Barbara Garlaschelli è un inno alla vita che non conosce retorica, diverte, avvince e commuove. Da non perdere.

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