Libri

“L’Italia di Salò”

25ee0e2cover27050.jpegdi Gabriele Ottaviani

Anch’io sono diventata un soldato, un vero soldato al servizio della Patria e del Duce.

L’Italia di Salò – 1943-1945, Mario Avagliano, Marco Palmieri, Il Mulino. La repubblica sociale italiana ha preso il nome da una delle località in cui avevano sede i suoi più importanti uffici, ovvero Salò, in provincia di Brescia, affacciata sul golfo del lago di Garda che ha la sua medesima definizione. È stato il colpo di coda del regime fascista dopo i drammatici fatti del venticinque di luglio del millenovecentoquarantatré, la seduta del Gran Consiglio che ha esautorato Mussolini e aperto la strada alla firma dell’armistizio: mentre gli alleati risalgono la penisola, chi, uomini e donne, è rimasto fedele – per i più vari motivi, per idolatria nei riguardi del duce, per fede nel fascismo, specie quello della prima ora, perché riteneva l’accordo con quelli che fino a un istante prima erano i nemici contro cui erano andati o erano stati mandati in guerra – a tutto ciò che era stato il Ventennio si asserraglia al nord, e continua per certi versi il suo conflitto. Ne fanno parte anche molti che poi, finita la guerra per davvero, impiegheranno tutta la vita a impegnarsi nel sostegno di istanze diametralmente opposte a quelle sostenute dalle camicie nere e dai gerarchi, nonché a tentare in numerosi casi di nascondere addirittura quella loro esperienza. Che infatti rimane un capitolo della nostra storia non particolarmente trattato, per non dire il più delle volte passato sotto silenzio: il che, com’è evidente, non aiuta la conoscenza né lo studio. Mario Avagliano (Il partigiano Tevere, Il cavaliere dell’aria, Muoio innocente, Il profeta della Grande Salerno, Generazione ribelle, Il partigiano Montezemolo, Gli internati militari italiani, Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, Voci dal lager, Di pura razza italiana, Vincere e vinceremo!: gli ultimi cinque volumi di questo elenco sono scritti proprio insieme a colui che è coautore anche in questa occasione), giornalista professionista, membro dell’Irsifar, della Sissco, del comitato scientifico dell’Istituto storico Galante Oliva e direttore, con Marco Palmieri, della collana storica Il Filo Spinato della Marlin Editore, la cui attività si configura principalmente nella raccolta e conservazione di diari, memorie e testi inediti relativi alla storia del Novecento, e Marco Palmieri, giornalista pubblicista, saggista, dottore in Scienze politiche con indirizzo storico e studioso di Storia contemporanea che ha lavorato per diverse testate, è membro del Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma-Lazio, dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla resistenza e della Società italiana per lo studio della storia contemporanea, e ha pubblicato numerosi articoli e saggi sulla deportazione, l’internamento e le vicende militari italiane nella Seconda guerra mondiale, oltre ad aver curato le edizioni di Ho scelto il lager. Memorie di un internato militare italiano, di Aldo Lucchini, Gli zoccoli di Steinbruck. Peripezie e di un bersagliere tra guerra e lager, di Pompilio Trincheri, e Il mio diario di guerra. 6 novembre 1940-17 maggio 1941, di Pierino Mucci, e ad aver redatto i saggi Voci dal lager. Prigionia, lavoro coatto e resistenza nelle lettere a casa degli Internati Militari Italiani e Breve storia dell’internamento militare italiano in Germania. Dati, fatti e considerazioni, continuano la loro proficua collaborazione con un saggio documentatissimo, dotto, preciso, puntuale, dettagliato, interessante. Da leggere. Per conoscere, capire, riflettere, interrogarsi, sapere, imparare.

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