Cinema

“La tenerezza”

Tenerezzadi Gabriele Ottaviani

La tentazione di essere felici è un bellissimo romanzo di Lorenzo Marone nel quale si racconta la storia di un burbero e testardo vedovo malato di cuore che non vuole smettere di fumare, non vuole sembrare migliore di quello che è, vuole fare tutto di testa sua, non ha amato granché la moglie spesso tradita, vuole bene a suo modo ai propri – tutto sommato premurosi – figli, forse persino soprattutto al maschio, che non gli ha mai rivelato apertamente la propria omosessualità, che ovviamente lui invece conosce e accetta senza problemi, ed è di fatto semplicemente un orso dal cuore d’oro capace di straordinari slanci di generosità per cui non vuole essere ringraziato, che ha un carissimo amico anche lui un po’ male in arnese e che non sopporta le ingiustizie, specie se perpetrate nei confronti di chi gli appare più debole. Da qui prende le mosse, ma rimane poco o nulla, Gianni Amelio per il suo nuovo film dalla bella fotografia di Luca Bigazzi (che vince facile, avvalendosi della carnalità suadente di Napoli), La tenerezza, ossia quella particolare forma sublimata d’amore che fa della dolcezza disinteressata la sua cifra. L’avvocato Bentivoglio è un anziano azzeccagarbugli scorbutico che si ritrova più vicino ai nuovi dirimpettai che non alla propria prole (ma non aspettatevi Eastwood in Gran Torino, va senza dirsi), e una tragedia – Amelio riproduce quasi pedissequamente, ma meno bene, le già non perfette sequenze ozpetekiane di Un giorno perfetto – lo porta a riflettere sul tempo che passa. Giovanna Mezzogiorno se la cava bene, si direbbe, con l’arabo (interpreta una traduttrice) ma per il resto non convince (del resto è stata davvero brava, a memoria, solo in La finestra di fronte, Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni e Vincere), Giuseppe Zeno compare purtroppo solo un minuto o poco più, Elio Germano e Micaela Ramazzotti sono di solito molto più bravi, Greta Scacchi ha una scena madre che lascia a dir poco perplessi e Renato Carpentieri, in fondo all’elenco dei nomi in locandina perché forse considerato non di richiamo, è in realtà il vero protagonista di questo one man movie in cui regala un’interpretazione a dir poco da premio, semplicemente magistrale. Ma non basta. Peccato. In sala dal ventiquattro di aprile.

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