Cinema

“Imma”

download (6).jpegdi Gabriele Ottaviani

Uno, due, tre, stalla, reality show guidato nella primavera di dieci anni fa su Canale 5 da Barbara D’Urso, una sorta di spin-off, ambientato in una vera azienda agricola della campagna laziale, della Fattoria presentata nella stagione televisiva immediatamente anteriore da Daria Bignardi, cui già era capitato di precedere nella conduzione del medesimo spettacolo, con le dovute differenze, la succitata D’Urso (basti pensare all’avvicendamento alla guida del Grande fratello), vide la vittoria, tra numerose polemiche, come in più di qualche occasione è accaduto in situazioni simili, di Imma Di Ninni, attrice teatrale che seppe imporsi all’interno della compagine di appartenenti al mondo dello spettacolo impegnati a cavarsela quanto meglio possibile con le attività del mondo agreste. Il tempo è passato, però, e l’immediata popolarità e il cospicuo montepremi si sono esauriti: per Imma il successo non è arrivato, almeno non nella misura attesa. Nonostante questo, però, non si è affatto arresa: sente di aver qualcosa da dire, da dimostrare, attraverso per esempio la recitazione e la scrittura. Imma, attualmente in concorso nella sezione internazionale incentrata sui mediometraggi (dura cinquanta minuti) della quarantanovesima edizione del celebre festival Visions du réel di Nyon (Canton Vaud, Svizzera), dedicato al cinema del reale in ogni sua espressione, è la storia di una donna e non solo: è anche il racconto, interessante, di vibrante autenticità, girato con mano sicura e occhio vigile, di un incontro tra persone che sentono di poter dare a modo loro qualcosa in un particolare settore della società le cui porte però paiono sbarrate, per tutta una serie di dinamiche. Di Pasquale Marino, che sceneggia insieme ad Alessandro Aniballi e Giordano De Luca, che compaiono anche come attori in compagnia della già nominata Imma Di Ninni e di Paola Tarantino, Claudio Losavio, Pino Le Pera, Massimo Gaudioso, Marco Cacciapuoti ed Elisa Menchicchi, è da vedere.

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