Libri

“Elegia americana”

9788811147268_0_0_2309_80di Gabriele Ottaviani

Vivere con la mamma e con Matt era come avere un posto in prima fila per la fine del mondo.

Elegia americana, J. D. Vance, Garzanti, traduzione a cura di Roberto Merlini. Il termine hillbilly nella musica folk degli Stati Uniti d’America sta a rappresentare il country, riferendosi in particolare a quello tipico delle zone montuose degli Stati sud-orientali. Ma è anche un lemma, per lo più dall’accezione stereotipata e dispregiativa, che definisce le persone che vivono in quei luoghi. Essere un vero hillbilly è invece per il giovanissimo Vance (sembra assurdo che alla sua età si possa già anche solo pensare di scrivere un’autobiografia, ma in realtà non si tratta di confidenze sulla sua vita, ma di un saggio politico, economico, sociale, culturale, emozionale di ampio respiro in cui l’autore parte da ciò che conosce per rappresentare il vero, dal particolare al generale), che ha scritto questo libro che ormai da mesi e mesi domina le classifiche americane, e che si configura come un testo di rara importanza per comprendere un po’ più nel dettaglio quel crogiolo di sentimenti contrastanti, opinioni aspre, atteggiamenti orgogliosi, rabbia, delusione, frustrazione, senso d’inutilità, paura, speranza e sfiducia che è il polso dell’America più autentica, quella che pare più incomprensibile per chi ne conosce solo le metropoli, e magari per sentito dire, se non un motivo di vanto, quantomeno qualcosa di cui non deve affatto vergognarsi. Giustamente. Non a caso il titolo originale, intraducibile però, in quanto di fatto idiomatico, è proprio Hillbilly elegy. E l’elegia è un genere letterario e poetico che può essere lirico, funebre, dolente, polemico e politico, sin da quando esiste. C’è un’America silenziosa che si è sentita dimenticata, messa al bando, ai margini, che ha lavorato una vita e ora si trova in mano un pugno di mosche. E quindi, per esempio, vota Trump come e più di quanto non abbia, per dire, votato Reagan e i Bush, al grido di America first, Dio, patria e famiglia, nella Bible belt e non solo. Scritta benissimo, è un’opera destinata a lasciare un segno profondo.

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