Libri

“Di notte camminiamo in tondo”

download (1)di Gabriele Ottaviani

Nelson annuì e scrutò quell’assortimento di immagini in bianco e nero, di visi sfocati ma riconoscibili. Jaime da giovane, Noelia da giovane e il più giovane di tutti, Rogelio, o almeno questo dedusse Nelson. Fu quello il viso che esaminò più attentamente, alla ricerca di una somiglianza che potesse spiegare la sua presenza in quella strana casa, in quella strana città. Non si somigliavano affatto, il che era un sollievo e insieme una delusione. Era inquietante trovarsi a un tratto così legato a un uomo morto. C’erano alcune immagini della plaza, dell’epoca in cui T era stata viva. C’era una foto della famiglia che usciva dalla cattedrale, con gli abiti della festa, il defunto e severo marito della signora Anabel con un braccio intorno alla vita della moglie e una data scarabocchiata nell’angolo: maggio 1970. Nelson studiò il viso del vecchio, una maschera opaca e illeggibile; era il viso di un uomo abituato a soffrire.

Di notte camminiamo in tondo, Daniel Alarcón, Einaudi, traduzione di Ada Arduini. In girum imus nocte, ecce, et consumimur igni. Il palindromo dei palindromi. L’allegoria delle falene, che sono attratte dalla luce fatale. La metafora delle torce, che rischiarano l’oscurità mentre bruciano e muoiono. Nelson, il protagonista di questo romanzo sensazionale, scritto in stato di grazia, pieno di livelli e di chiavi di lettura, vibrante, dirompente, palpitante, che non si riesce ad abbandonare, ansiosi di vedere come si dipanerà lo sviluppo, arde e si strugge. La passione si fa ossessione. Vuole essere attore e drammaturgo, vuole dare un senso a tutte le sue numerose nevrosi. Vuole trovare pace da tutte le sue paure. Ama Ixta, ma non gli basta. Ha nostalgia per le cose che ha perso, per le persone che non vede più. Solo Henry, il fondatore di una compagnia teatrale d’avanguardia, che ha pagato il suo impegno politico – il paese ha una lunga storia di travagli e tumulti in tal senso – con anni di sofferenze, sembra palesarsi di fronte a lui come la speranza di un cambiamento. Ma… Una riuscitissima trasposizione fantastica e perturbante della nostra realtà precaria, reificata, spersonalizzante e liquida in un credibile mondo immaginario. Da non perdere.

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