Libri

“Al tramonto, la tigre”

9788869449055_0_0_300_80.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non aiuta conoscere tutte le risposte, quando queste hanno smesso da un pezzo di esserti utili…

Al tramonto, la tigre, Ethel Mannin, Castelvecchi, traduzione di Ada Fava. Basterebbe la definizione che ha dato di sé medesima per far capire in realtà quale sia la caratura del personaggio: una donna volitiva, combattiva, con degli ideali forti, netti, chiari, precisi, per i quali non è mai scesa a compromessi. Ha avuto una vita tutto sommato lunga, certamente intensa, è nata a Londra da una famiglia di origini irlandesi, è stata attivista politica, antifascista, antiimperialista, giornalista, scrittrice, prima della deriva autoritaria di Stalin simpatizzò apertamente per l’URSS, disse di sé che era repubblicana, antimonarchica, tolstoiana e anarchica. E tutto questo, naturalmente, si ritrova nella sua prosa, a dir poco pirotecnica, capace di indagare i recessi più reconditi delle anime dei suoi personaggi, caratterizzati con profondità e acume. La caccia alla tigre, in questo romanzo dai sapori conradiani, è, insieme a una donna misteriosa, un enigma indecifrabile, l’ossessione per un inglese arruolato nel corpo forestale dell’India coloniale. Decisamente allegorico, il testo è metafora di salvezza. E perdizione. Ammaliante e maestoso.

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