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“A 48 tornanti dal paradiso”

th2_prod_1439_48 tornanti cop.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’Italia della bici è fatta di gente così, che si ferma  a bordo strada per dare una mano quando vede un ciclista in difficoltà. Atleti che interrompono il loro allenamento per lanciare una camera d’aria di scorta ai colleghi meno organizzati che hanno finito i ricambi. Oppure cicloamatori che insegnano a montare il tubolare se intuiscono una pratica ancora da perfezionare. E le mille conversazioni iniziate con perfetti sconosciuti che nel giro di pochi minuti sembrano grandi amici.

A 48 tornanti dal Paradiso – Stelvio, la salita che ti cambia la vita, Stefano Scacchi, Ediciclo editore. Con ogni probabilità si tratta, se non della salita più bella del mondo, di un pendio che si avvicina moltissimo all’assoluta magnificenza che non teme alcun termine di paragone: è un nome che si è fatto persino marchio, un’ascesa che di volta in volta si fa allegoria, simbolo, metafora, trascinante tensione verso l’indicibile, verso il superamento dei propri limiti, dove hanno di continuo e in precedenza hanno avuto luogo gesta sportive e non solo che ancora oggi, nel caso, è chiaro, in cui ci si riferisca al passato, fanno splendida mostra di sé nei ricordi di coloro che le hanno compiute, vissute, viste, che ne hanno sentito parlare. Stefano Scacchi con una prosa cocleare che avviluppa e coinvolge racconta con semplicità efficace la sua storia, il suo rapporto con quella montagna. E per la strettoia del particolare raggiunge il generale, la narrazione si fa ritratto generazionale, sociale, politico, culturale, reale. Da leggere.

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