Libri

“Una famiglia in pezzi”

9788891806123_0_0_300_80di Gabriele Ottaviani

La donna diceva che Ernesto aveva amato perdutamente Adele, che a sua volta lo aveva ricambiato ardentemente, tanto che per lui aveva abbandonato marito e quattro figli affrontando lo scandalo e l’ostilità dei familiari. La coppia non si era curata di nulla se non della propria passione. Erano nate due bambine, ma la maternità non aveva sciupato la freschezza della giovane donna, l’incarnato luminoso, i lineamenti fanciulleschi e aggraziati, la figura minuta, il vitino sottile, i fianchi flessuosi, né la bellezza selvaggia dei suoi capelli, un po’ castani un po’ dorati. Era stato per i capelli, ripeteva la sarta, proprio per i capelli. Ogni sera, quando Ernesto stava per rientrare, Adele scioglieva il nodo con cui li stringeva durante la giornata per correre incontro al marito con quell’onda che le copriva le spalle come un mantello prezioso. Ernesto la voleva così, venerava i capelli della compagna come un fedele un’immagine sacra. Neppure la nuova gravidanza aveva indebolito l’aurea chioma di cui Adele andava così fiera, anche se il corpo si era appesantito. La sarta diceva che i figli nel grembo della signora stavolta erano due, così aveva affermato il dottore. Ma lei era spensierata e soprattutto rapita da Ernesto come durante i primi giorni del loro incontro. Quella sera, la sera della disgrazia, come tutte le altre sere gli era corsa incontro quando lo aveva sentito tornare. La sarta lo raccontava come se avesse la scena davanti agli occhi: in quella corsa d’amore i capelli si erano impigliati nello schienale di un’alta seggiola. La donna era caduta rovinosamente, la gravidanza si era interrotta per un’inarrestabile emorragia e così la sua vita. La sarta non mancava mai di aggiungere una morale al suo racconto: entrambi erano stati puniti per i loro peccati. Ma poi tornava a riferire le avventure di Ernesto, che erano note in tutta la città, o perlomeno nelle case delle signore a cui lei cuciva i vestiti. La sua tempra passionale gli aveva bruciato la carriera quando era un giovane ufficiale di cavalleria: aveva sfidato a un duello all’ultimo sangue un suo superiore e lo aveva ucciso. O forse era stato lo sventurato superiore a sfidarlo a duello, dal momento che dopo la sua morte il giovane ufficiale risultò essere l’amante della vedova. Ernesto era un abilissimo spadaccino, da allora assai temuto, e anche per questo particolarmente amato dalle donne. All’epoca dell’infausto duello suo padre, il giurista Francesco, non era ancora tornato da Parigi, dove si era rifugiato in volontario esilio dopo la fine del Regno. Molti sostenevano che la causa del carattere irruente e imprudente e anche impudente di Ernesto fosse stata la lontananza del genitore. Il corso dei pensieri di Evelina, i ricordi, l’immagine di quel giovane ufficiale che faceva strage di avversari e di cuori, furono interrotti da Ernesto che, rivestito di tutto punto, entrò nella sala. «Venite, la cena è pronta. Poi vi riposerete». Lei lo seguì per i corridoi poco illuminati dell’appartamento.

Una famiglia in pezzi, Elisabetta Rasy, Mondadori. L’albero genealogico ha due rami, uno di Salonicco e l’altro di Napoli, ed è composto da diciannove personaggi principali, le tessere di un mosaico che è un’avvincente e articolata storia, fatta di passioni e che appassiona. L’albero genealogico è quello della famiglia dell’autrice, scrittrice, giornalista, studiosa di narrativa ottocentesca che ha pubblicato numerosi saggi imperniati sulla letteratura declinata al femminile, sulle voci di donne che hanno fatto grande la storia letteraria, che hanno faticato per emergere, per imporsi, per affermarsi, per esistere e conquistare libertà, ottenere un sacrosanto diritto alla considerazione, all’autodeterminazione, alla cittadinanza nel mondo intellettuale che non dovrebbe porre dei veti, cosa che invece più che sovente purtroppo fa. Amori, viaggi, addii, partenze, ritorni, matrimoni, vizi e virtù, profumi ammalianti e sguardi carichi di fascino, personaggi che conquistano, caratterizzati con preziosa ricchezza di dettagli in un’atmosfera che ricorda la Ballata levantina di Fausta Cialente e che travolge per l’impeto narrativo. Da non perdere.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...