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“Sinistra e popolo”

51JfUxBv4IL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Eppure, a dispetto delle molte affinità fra la crisi dei primi decenni del Novecento e la crisi odierna, specie europea, non si possono tacere due differenze significative fra oggi e allora. La prima riguarda, per così dire, la natura dell’individualismo odierno. A dispetto delle apparenze, la psicologia del moderno individuo-tipo, che vediamo all’opera nella vita quotidiana e troviamo ossessivamente riproposto al cinema e in tv, non è esattamente quella descritta da Ortega y Gasset. Nell’affresco tracciato nella Ribellione delle masse l’individuo-massa è un soggetto eterodiretto, che si trova a proprio agio nel riconoscersi uguale agli altri, ed è del tutto privo di qualsiasi volontà di auto-miglioramento morale e culturale (il capitolo 11 è significativamente intitolato «L’epoca del signorino soddisfatto»). L’individuo-tipo delle affluenti società contemporanee certamente gli somiglia, ma se ne discosta su un punto essenziale: non vuole solo essere come gli altri (individuo-massa) ma vuole, al tempo stesso, essere unico e irripetibile. Proprio perché avverte le pressioni conformistiche e omologanti della società dei consumi, sente l’impulso eguale e contrario a rendersi differente da tutti gli altri. La società odierna non pensa sé stessa come fatta di individui-massa, ma – paradossalmente – come una massa di individui-unici. Che si tratti di ristoranti, vacanze, tatuaggi, poster, blog, pagine Facebook, video o foto personali, una moltitudine di individui fanno tutti le medesime cose, ma si arrabattano in tutti i modi per rendere diverse, uniche ed esclusive le cose che fanno.

Sinistra e popolo – Il conflitto politico nell’era dei populismi, Luca Ricolfi, Longanesi. Sociologo, professore ordinario di psicometria, autore di numerosi testi univeristari di statistica e di saggistica per quel che concerne lo scenario politico italiano (solo per citare alcune delle sue molteplici attività), Luca Ricolfi è senza dubbio una voce di grande autorevolezza, capace di analisi approfonditissime, prestigiose, rivelatrici. La sinistra, almeno in teoria, almeno a voler ragionare per categorie che man mano che si va avanti col tempo sembrano ogni giorno di più maggiormente distanti dalla realtà, è la fazione politica che si interessa degli ultimi. Di chi ha più bisogno. Di chi presenta maggiori difficoltà nell’affrontare il domani. Di chi teme per il suo futuro. Di chi è meno abbiente. Di chi è maggiormente svantaggiato. Di chi non si ritrova in questo mondo spersonalizzante e mercificante. Di chi non la vota più. Eh sì, perché i partiti di sinistra hanno smesso da tempo di intercettare la preferenza elettorale di quelle classi sociali che fino a non molti decenni fa erano il suo zoccolo duro, scollandosi dalla realtà, non capendo i problemi concreti, lacerandosi in beghe a dir poco onanistiche, lasciando campo libero, mentre perde tempo a raccontarsi la favola di una presunta superiorità etica e morale, al populismo, che fa di tutt’erba un fascio, banalizza la realtà e certo non si preoccupa di un progetto a lungo termine, ma solo di accaparrare il maggior numero di poltrone possibile, concedendosi il lusso del dilettantismo allo sbaraglio sulle spalle degli altri. Il testo di Ricolfi, divulgativo e dottissimo, è una vera e propria guida in questi tempi bui e confusi. Da leggere.

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