Libri

“Peperoncino”

download.jpegdi Gabriele Ottaviani

Spesso i pompieri erano dovuti intervenire in soccorso dei credenti che annegavano e gridavano aiuto quando, se uno ha intenzione di morire, non serve a niente gridare e disturbare la gente che vuole continuare a vivere…

Peperoncino, Alain Mabanckou, 66thand2nd, traduzione di Filippo D’Angelo. Loango è nella repubblica popolare del Congo. Un tempo c’era un regno che portava il suo nome. A Loango c’è un orfanotrofio. Qui crescono Mosè e Bonaventure. Sono diversi. Certe volte non si sopportano. Ma si vogliono bene. Di più. Sono di fatto fratelli. Sono inseparabili. Sono amici per la pelle. E quando si è bimbi vuol dire tanto. Vuol dire tutto. E loro sono piccoli. E soli. Ma sembrano felici. Sereni, quantomeno. Fanno catechismo, Sabine li cura con amore. Davvero, insomma, poteva andare peggio. Se non fosse che la vita gioca a dadi con le sorti degli uomini, granelli insignificanti di polvere che si incastrano talvolta negli ingranaggi del suo meccanismo perfetto. Pertanto il corso che sembra placido d’improvviso si fa turbinoso e impervio. È un tempo di mutamenti quello in cui vivono i piccoli: il Congo diventa in pratica uno stato satellite dell’URSS. E quindi Mosè, che nel frattempo è ormai diventato noto a tutti con il suo soprannome di Peperoncino, lascia Loango… Avventuroso, lieve, profondissimo, poetico ed emozionante, è un romanzo travolgente. Da non lasciarsi sfuggire.

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