Libri

“L’impeto della realtà”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Un Islam che non conosce la misericordia vale molto meno di un bisogno fisiologico.

L’impeto della realtà – Sulla rotta dei rifugiati attraverso l’Europa, Navid Kermani, fotografie di Moises Saman, traduzione di Diego Mosca, Keller. La paura è una presenza costante. Così come la speranza. Nessuno affronterebbe un viaggio lungo, doloroso e senza certezze, che lo porterà laddove di norma non conosce in pratica niente e nessuno, e dove lo attendono tanti sguardi perlomeno carichi di pregiudizio e ignoranza e gratuitamente sprezzanti (a molti non piace riconoscere negli occhi d’un altro una richiesta, sia pur educata, di aiuto, un evidente bisogno che non si può ignorare a cuor leggero), né a maggior ragione lo farebbe compiere ai suoi affetti più cari, se l’ignoto non fosse più rassicurante di ciò che è certo. Di ciò di cui ha già drammatica esperienza. Di ciò che si lascia alle spalle. E che gli dà tormento, angoscia, dolore. È questo che in molti non capiscono, o meglio fanno finta di non capire perché la negazione fa loro gioco per suffragare la visione del mondo costruita a tavolino nella quale hanno deciso di credere in barba a ogni evidenza, in barba all’impatto della realtà sulla coscienza. Perché nessuno sceglie dove nascere. Né da chi. Ma si può – e forse in certi casi si deve – scegliere dove vivere. Per garantire a sé e a chi si ama almeno il minimo delle possibilità perché la meta, ovvero la serenità, sia comunque raggiungibile, certo non già pronta, piovuta dal cielo, ché delle cose che non si conquistano non si capisce né mai si apprezza il valore, ma nemmeno del tutto impossibile. Navid Kermani è uno scrittore e giornalista tedesco che, insieme a Moises Saman, fotografo capace di trasmettere profondità e sensibilità mediante le immagini, intraprende per scelta un viaggio accanto a chi scelta non ha. E il suo racconto, dalla prosa potentissima, turba, desta la coscienza, fa riflettere. Sull’opportunità di costruire un mondo migliore, più equo, più giusto, più normale. Sulle storture della nostra società. Sul vero volto dell’umanità.

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