Libri

“Una infanzia siberiana”

518X-cVe3VL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ogni anno portava nuove ondate di deportati.

Clara Janovic è nata nel millenovecentotrentacinque in Siberia, nell’estremo oriente, nella regione di Chabarovsk, esotica e lontana. Un ritratto a pastello del millenovecentosessantadue ce la mostra bellissima. Alla casa dello studente dell’università di Mosca, nel millenovecentocinquantotto, quando è all’ultimo anno di filologia, incontra un dottorando di ricerca della medesima facoltà. Le sembra un americano di Wall Street, almeno per come se lo immagina lei da sovietica. Invece è italiano. È Vittorio Strada. Quello che diverrà suo marito. Il padre dei suoi figli. Il nonno dei suoi nipoti. Tutto inizia così: le memorie di Clara Strada Janovic, filologa e traduttrice, docente di lingua russa negli atenei di Torino, Padova e Venezia, sono un tesoro di schietta purezza, un affresco limpido e potente, un viaggio nella storia, nella natura, nella vita familiare, un ritratto dell’esistenza sotto il regime e il racconto di incontri straordinari come quelli con Palmiro Togliatti, Vsevolod Kocetov, Sergio Solmi, Franco Fortini e Karol Wojtyla. Una infanzia siberiana, Clara Strada Janovic, Marsilio. Da non perdere.

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