Libri

“Le buone intenzioni”

51TEVwaZN9L._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non le era mai fregato un cazzo di cosa la gente ne pensasse, finora.

Harry fa la spacciatrice. Becky fa la ballerina, ma si mantiene col lavoro dei massaggi, toccando con mani e corpo perlopiù uomini d’affari in viaggio di lavoro in asettici alberghi di periferia. Leon è il migliore amico di Harry. Condivide la sua professione. Sono tre ragazzi a bordo di una Ford Cortina di quarta mano i cui finestrini incorniciano vite grame. Tre giovani, anche se, specie Becky, soprattutto in quelle feste serali cui partecipa sperando di incontrare qualcuno di importante ma trovando solo squallore, si sente spesso vecchia come il cucco, in fuga. Da Londra. Da una vita senza sbocchi. O meglio, il cui unico sbocco non può che essere un mare di guai. E la perdizione. Dalla noia. Dal male d’esistere. Dalla famiglia. Dal grigiore. Dal precariato. Dalla fatica. Dal dolore. Dalla responsabilità. Dagli inganni. Dalle minacce. Dal pericolo. Dalla sensazione di essere sempre sbagliati, inutili, in difetto, inadeguati. Nonostante tutto. Nonostante Le buone intenzioni. Di cui, è noto, è lastricato il pavimento dell’inferno. Perfetto sin dalla copertina, il romanzo della giovanissima Kate Tempest, edito da Frassinelli e tradotto da Simona Vinci, è un affresco credibile, non retorico né apologetico, lirico e insieme brutale, di una generazione e di un intero sistema. Si legge in un lampo e arriva al cuore.

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