Libri

“In bilico”

51mrp8kWfaL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Primo Levi, sì, proprio lui, un po’ di tedesco lo sapeva per averlo studiato a scuola; per i chimici il tedesco era, a quel tempo, una lingua d’obbligo. E poi aveva avuto l’occasione di ripassarlo, ad Auschwitz…

In bilico (noi gli ebrei e anche gli altri), Aldo Zargani, Marsilio. La tragedia è nella natura delle cose. Fa parte della vita. È la vita stessa, che inizia del resto con un pianto disperato. Ma è quel pianto che spalanca i polmoni, dà il via al respiro, è il principio di tutto, e presto muta in risata cristallina. La medesima medaglia presenta due facce, che sono inevitabilmente legate: l’una senza l’altra non ha ragione di esistere. Il protagonista di questa vicenda, che procede nella propria memoria e in quella collettiva raccontando fatti storici rilevanti e le loro dirette conseguenze, mentre segue il sentiero ben tracciato dei propri più significativi ricordi e dell’aneddotica personale, tra suggestivi incontri, disillusione politica, religione, umorismo e ironia, con stile variopinto e di rara asciuttezza che sa trasmettere con precisione ogni sorta di emozione, al tempo stesso riflette e fa riflettere sulla condizione umana, in equilibrio su un filo sottile. Zargani, che ora risiede a Roma ed è in pensione dopo una lunga carriera in Rai, terminata la quale ha deciso di cominciare a raccontare la sua storia con Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua (1938-1945), è nato a Torino, dove il padre era musicista all’orchestra della radio prima di perdere il posto per le leggi razziali, nel millenovecentotrentatré da famiglia ebraica, che sfugge alla deportazione ma vive tutto il periodo della guerra col trauma della paura addosso, spesso nascondendosi, traccia con efficacia il profilo della precarietà del vivere. In un mondo che è ancora tragicamente pieno di lager, una lettura da non perdere.

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