Libri

“Gelide scene d’inverno”

9788865593950_0_0_300_80di Gabriele Ottaviani

A dirti la verità, preferirei riavere il mio cane che quella ragazza.

Gelide scene d’inverno, Ann Beattie, BEAT, traduzione a cura di Martina Testa. Charles ha una madre squilibrata, un patrigno niente affatto cattivo ma condannato, poveretto, a rimanere sempre un passo indietro rispetto alla linea del successo, una donna da cui è ossessionato ma con la quale la storia è ormai senza alcun dubbio finita, e difatti lei se ne è tornata tutta contenta dal marito, un lavoro da impiegato statale e un ruolo fondamentale: è un simbolo. Dell’America che ha smesso – o meglio è stata costretta a smettere, dagli accadimenti, dalla realtà, dalla delusione per la fine di un’epoca che non ha portato il benessere e la felicità sperati, che ha recato da un lato progresso ma dall’altro un incontestabile radicamento su certe posizioni finanche contrarie al buon senso – di sognare, che ha a che fare con le macerie degli anni Sessanta e con una guerra che è sempre più inutile, ammesso e non concesso che possa esistere una gradazione all’improduttivo, criminale, terribile orrore. Ann Beattie ha esordito con questo romanzo quarantuno anni fa ma sembra che l’abbia scritto domani, per la capacità sorprendente, magnifica e magnetica di racchiudere persino in una sola e semplice parola di uso quotidiano una gamma di significati tale da essere in grado di descrivere tutta la complessità del vivere. Eccellente.

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