Libri

“E invece io”

2033.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sarà l’euforia dell’arrivo, la pressione della cabina, l’emozione della destinazione, il brivido della modesta impresa compiuta in solitario, ma mi sembra già di avere meno dubbi e di pensare a Ivana con minore ossessione, a conferma del fatto che i viaggi servono soprattutto a questo: a spostare il baricentro della vita, da quello che crediamo non si possa lasciare a quello che non sospettiamo si possa incontrare. Chissà che vorrà significare, sognare in volo un deserto di cioccolata e un gendarme che impartisce lezioni di filosofia. Chissà cosa sta cercando di suggerirmi la neurobiologia delle mie emozioni, quale sintesi avrà elaborato attraverso percorsi che a me sembrano impraticabili ma che invece sono più logici della realtà. Ad esempio di tutto il casino che m’è successo. Chissà che vorrà significare, svegliarsi e trovarla davvero questa montagna. Chissà che vorrà significare, tutto questo, mentre sto mettendo piede sull’equatore della vita. E di sognare ho smesso già da un po’.

E invece io, Davide Grittani, Robin. Alberto ha ormai raggiunto un’età tale per cui non se la sente più di badare alla forma, preferisce la sostanza. Solo che, essendo un giornalista, e svolgendo la professione in Italia, dove il Partito dei Demiurghi e la Federazione Illuminata si danno battaglia o presunta tale in ambito politico a colpi di ipocrisie e calunnie incrociate, il suo fine non risulta di facile raggiungimento. Per questo emigra. Ma non sconfina. Va dal nord verso il sud, dalla Lombardia alla Puglia. Rinuncia a cose che in fondo per lui non hanno importanza. Ne cerca delle altre. Per il momento però si mette alle spalle più che altro noia e banalità e cerca di riannodare i fili della sua esistenza scombiccherata. Il compleanno del mezzo secolo si avvicina, e vuole concedersi un viaggio di un mese in America del Sud: ovviamente il percorso più importante che svolgerà non potrà che essere quello interiore. Con un’ironia cristallina e una prosa affilatissima, credibile in ogni momento, divertente e caleidoscopica, lieve, raffinata, amara, disillusa e priva di luoghi comuni e retorica, in cui il realismo magico si amalgama perfettamente allo squallore dell’attualità, Grittani tratteggia più che vividamente un ritratto del nostro tempo che non solo appare riuscito, ma necessario.

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2 thoughts on ““E invece io”

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