Libri

“Le parole degli altri”

9788842929222_le_parole_degli_altri_3db.pngdi Gabriele Ottaviani

«Anthony, ho provato a contattarla ieri sera, com’eravamo d’accordo.» «Ah, sì, mi spiace, ho avuto un contrattempo.» Ci sono persone che vi dimenticano in autostrada, all’area di servizio in cui gli avete chiesto di fermarsi per andare in bagno. Risalgono in macchina e guidano fino a destinazione. Per loro non esistete più nel momento in cui uscite dai servizi e cominciate a cercarli ovunque. Ispezionate il parcheggio. Passate in rassegna le auto alla pompa di benzina. Correte come un animale perché capite di essere soli, e che l’altro vi ha cancellato dalla mappa. L’altro se n’è andato. E, mentre voi vagate qua e là, quello continua tranquillo per la sua strada. Il giorno prima avevo telefonato ad Anthony come un ossesso. Quarantatré chiamate perse. Avevo formulato tutte le ipotesi possibili per spiegare quello che lì per lì mi sembrava un semplice ritardo. Una roba da finire al commissariato per molestie. Molestie a un uomo. Calciatore, per giunta. Che fine tragica per me! Avrei accettato la sanzione se le mie chiamate fossero state per la moglie di Anthony, una russa incredibile che avevo visto mezza nuda in un giornale scandalistico, degna di un James Bond con Roger Moore. Ma per uno sportivo… «Non fa nulla. Soltanto, la prossima volta mi mandi un SMS. Basterà quello.» «Promesso. Però l’appuntamento mancato di ieri glielo pagherò, non si preoccupi.» «Non mi preoccupo. È solo una questione di organizzazione. Ho rifiutato una seduta per niente.» Organizzazione detto da me significa «rispetto». Rispetto, la parola che Polstra e i suoi compagni di squadra portavano scritta sulla maglia, tra il logo di una compagnia aerea e quello di una ditta di elettrodomestici. Una parola qualsiasi, per lui. Gli sportivi le guardavano, le scritte sulle loro divise? Non ci avrei scommesso la mia biblioteca. Rispetto per l’avversario, rispetto per la differenza… I calciatori rispettavano tutto finché non cominciava la partita. Quanto alla presunta seduta disdetta, era un modo per darmi più credibilità. Come se avessi aggiunto un po’ di amido di mais a una preparazione troppo liquida. «Ah, sì, mi spiace, ho avuto un contrattempo.» Un copia e incolla della sua prima risposta. Mentre la nostra conversazione s’impantanava nella sterilità, presi una rivista che Mélanie aveva dimenticato di portarsi dietro. Sportmag. In copertina, LA FOLLIA DEL RUNNING seguita, in caratteri più piccoli, da un titolo sbalorditivo: GLI SPORTIVI E LA CULTURA. Mélanie non si era scordata la rivista, me l’aveva generosamente lasciata. Sfogliare quella rivista alla presenza di Polstra mi avrebbe permesso di comunicargli che anch’io ero capace di dimenticarlo per un attimo. O quantomeno all’apparenza. «Lasciamo stare. Che ne pensa di Calipso e Circe?» «Non ho letto tutto, solamente certi brani.» «Quali?» «Non mi ricordo più esattamente.» Anthony Polstra, attaccante straordinario e pessimo bugiardo… in mutande sulla rivista di Mélanie. L’INTIMO DEI CAMPIONI e dei bugiardi! Quel ragazzo non aveva davvero nessun pudore.

Le parole degli altri, Michaël Uras, Nord, traduzione a cura di Francesco Graziosi. Alex ama i libri sopra ogni cosa. E per di più ha un innato talento. Sa capire gli altri. Comprende e vede che cosa celano nel loro cuore. Sa spingerli ad aprirsi, a liberarsi, a confidarsi. E siccome l’arte d’arrangiarsi è indubbiamente una virtù Alex si inventa un lavoro: il biblioterapeuta. Anziché di farmaci imbottisce i propri pazienti di libri. Per farli stare meglio. E loro in effetti ci stanno. Del resto come si fa a non stare bene quando si legge qualcosa di bello? A un certo punto però Alex comincia a sentirsi come il calzolaio del proverbio: ossia con le scarpe rotte. Anche nella sua vita infatti c’è qualche cosa che non va. Anche lui ha bisogno di un libro per guarire. Eh, ma quale?… Una favola lirica, limpida, trascinante, geniale e luminosa, classica e originale insieme. Sul potere della letteratura. Della parola. Dell’ascolto. Della comprensione. Della tenerezza. Dell’umanità. Della solidarietà. Della condivisione. Della serietà. Profondo e bello come il mare.

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