Libri

“I giorni del ritorno”

88116819369788811681939-300x449.jpgdi Gabriele Ottaviani

Oh, tu sei stato ferito. Ti hanno spezzato il cuore.

I giorni del ritorno, Louisa Young, Garzanti, traduzione a cura di Roberta Scarabelli. È una storia semplice, eppure non banale. La sua intensità conquista perché c’è sentimento senza sentimentalismo, emozione senza ricatto, ritmo senza esagerazioni. La prosa è brillante e lineare, lo stile piano, la trama gestita con decisione e mano ferma. È anche vero che il coraggio se non lo si ha non ce lo si può dare, come insegna uno dei passi più celebri di un classico della nostra letteratura, ma non è falso che il coraggio non risieda anche nelle piccole cose, nei piccoli gesti, non solo nelle grandi imprese. Ha il tono di un’elegia, che commuove e che sa accarezzare il prossimo con pietà, senza emettere giudizi: la guerra è un disastro che lascia traumi indelebili, e nella Londra del millenovecentodiciannove, vestita di voile e di chiffon, come recita una celebre canzone, Nadine sta finalmente per convolare a giuste nozze. Il suo Riley, che ama da sempre, è ancora convalescente, ma lei ha atteso anni che tornasse dal fronte: adesso, finalmente… Ma Nadine non è la sola a lottare per una speranza… Delizioso.

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