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“Un incantevole aprile”

apriledi Gabriele Ottaviani

Aveva un viso assai espressivo, pensò Scrap osservando Mrs Wilkins con interesse nascente. Le ricordava un campo di grano attraversato da ombre e luci. Sia lei sia la bruna si erano cambiate d’abito, limitandosi però a indossare uno scamiciato di seta. Con la stessa applicazione avrebbero potuto vestirsi in modo appropriato, pensò; invece con quegli scamiciati erano proprio inguardabili. Come si vestisse Mrs Fisher non aveva importanza; l’unico abbigliamento che le si addicesse, a parte le piume e l’ermellino, era ciò che indossava quotidianamente. Quelle due però erano ancora giovani e molto attraenti, avevano dei bei lineamenti. Sì, proprio notevoli. La loro vita sarebbe stata assai diversa se avessero saputo valorizzarsi. Ma tanto a cosa… improvvisamente annoiata da quelle considerazioni, Scrap diede un morso alla sua fetta di pane tostato, senza pensare. A che sarebbe servito? Valorizzarsi serviva soltanto a radunare attorno a sé persone che alla fine cercavano sempre di ghermirti.

Un incantevole aprile, Elizabeth von Arnim, Fazi, traduzione di Sabina Terziani. È un classico della letteratura, nuovamente pubblicato a quasi un secolo di distanza dalla sua prima comparsa. Cinque lustri fa inoltre Mike Newell ne ha tratto un film con Josie Lawrence, Miranda Richardson, Polly Walker, Alfred Molina, Neville Phillips, Jim Broadbent e Joan Plowright: è la storia di quattro signore londinesi che decidono per un certo periodo di tempo di prendersi una pausa dall’algida Albione e dal suo clima diversamente asciutto e godersi, stimolate da un annuncio sul Times al quale in tutta onestà sarebbe stato difficile resistere, perché si rivolgeva direttamente a tutti gli amanti del glicine e del sole, un po’ di sana villeggiatura nella riviera ligure di levante. E se aprile per antonomasia è il più crudele dei mesi, come diceva il poeta, perché mescola lillà con terra morta, è un embrione di promesse che non si sa se riusciranno mai a essere mantenute, in realtà qui rappresenta il primo rinnovato sbocciare di un ritorno alla consapevolezza e all’armonia. Nella cornice perfetta, maestosa, suggestiva e ammaliante di un contesto di altissimo livello sociale che seduce già solo per lo splendore di ambienti e costumi e al tempo stesso per la scintillante ironia in cui ogni cosa è elegantemente avvolta, la narrazione si srotola fluidissima, godibile, divertente, profonda nella sua analisi dei tipi umani e impeccabile nella caratterizzazione di ogni aspetto. Da leggere.

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