Libri

“Il numero uno”

mangiacapra-1di Gabriele Ottaviani

Sono il tipico ragazzo della porta accanto, nuovissimo in questo ambiente: 24 anni, studente, carino, bellissimo viso, pulito, perbene, di cultura universitaria, educato. Allo stesso tempo sono audace, fantasioso, sotto gli abiti da studentello nascondo grosse sorprese per esperienze sensoriali con sessioni dure e profonde ma anche per emozioni soft e passionali. Non sono frettoloso e amo il sesso fatto bene, con complicità, passione. Senza tabù. La soddisfazione, non solo sessuale ma soprattutto sensuale del partner, è per me l’obiettivo più ambito. Se mi incontrassi per strada non immagineresti mai che sono qui a offrire la mia compagnia. Sono bisex, virile, estraneo ad ambienti gay, mi reputo una persona distinta alla ricerca di pari, pertanto incontro esclusivamente persone educate e rispettose come me.

Il numero uno – Confessioni di un marchettaro, Francesco Mangiacapra con Mario Gelardi, prefazione di Pino Strabioli, Iacobelli. Mario Gelardi è un drammaturgo, regista e scrittore. Pino Strabioli è un regista, attore e conduttore televisivo. Francesco Mangiacapra è un avvocato. Che però ha smesso di esercitare la professione forense. Esercita un altro mestiere. Si prostituisce. Un esercizio che determina degli introiti, che pone questioni di ordine etico, sociale, culturale, legale, economico, morale, persino politico. Da vocabolario, per prostituzione si intende l’attività abituale e professionale di chi offre prestazioni sessuali a scopo di lucro. Che è esattamente quello che fa Francesco. Che, dice, è il più pagato della sua città. È il più richiesto. È il numero uno. Che racconta di essere stato un adolescente obeso e che non ha mai visto una palestra, ma ora si pone con estrema sicurezza e consapevolezza di sé. Che non solo sostiene che ognuno nella vita almeno in qualche occasione si prostituisca, se non altro intellettualmente, ma che, pur non apparendo orgoglioso di quello che ha cominciato a fare a trent’anni, fingendosi ventiquattrenne – la citazione del testo qui riportata è l’annuncio pubblicato sul web per mezzo del quale “debuttò” nel mondo della prostituzione, volendo distinguersi dalla massa per la proprietà di linguaggio – e dopo un approccio in chat con un uomo, per ironia della sorte un avvocato, che di fatto lo ha portato a riflettere sul suo precariato, non si nasconde, né dietro falsi pudori né dietro false identità. Del resto, arrivati al suo livello, sarebbe anche impossibile. Si tratta di un’attività avviata, niente affatto occasionale, portata avanti con sistematicità. Ha persino, dichiara, dei collaboratori, per chi magari desidera avere più partner sessuali in una sola occasione. Non ci sono serate mondane nella sua città nelle quali non sia immediatamente riconosciuto. E probabilmente non esistono consessi nei quali non incontri un discreto numero di suoi clienti. Che appartengono, stando al suo racconto asciutto, schietto, puntuale, a tinte forti ma non gratuitamente volgari, credibile e al tempo stesso provocatorio e sardonico, più o meno a tutte le fasce sociali e ai più svariati tipi umani, giovani e meno giovani, ricchi e meno ricchi, ipocriti omofobi, persone con disabilità (non mancano le proposte di legge che da anni chiedono l’attivazione di un’assistenza sessuale a loro riservata, ritenendo la componente sessuale una parte fondamentale della vita), coppie etero o gay, militari, politici invischiati in una torbida trama di amanti reciproci più o meno generosamente mantenuti, preti che gli chiedono persino di procurare loro dei minorenni, o che usano i soldi destinati ai poveri per arricchirsi, omosessuali dichiarati, liberi o impegnati, che gli domandano di violentarli perché è quello il sesso che hanno conosciuto sin dalla più tenera infanzia, ragazzi che risparmiano le paghette settimanali per andare a letto con lui o uomini che, almeno questo è ciò che amano raccontarsi, prima di imbattersi in Francesco, o meglio di andarlo a cercare tramite i vari annunci, come quello riportato in calce al presente articolo, la curiosità di fare sesso con un altro maschio, e magari si tratta di ragazzi giovani e bellissimi, padri di famiglia più o meno esemplari con mogli ignare (ma è davvero possibile?) e che non avrebbero affatto bisogno, come sostiene lui stesso, di pagare per avere un incontro sessuale occasionale, e che da principio non si fanno nemmeno sfiorare ma poi, col passare del tempo, giungono a farsi penetrare. C’è questo e molto altro in una narrazione fluida, ben scritta e a tratti finanche disturbante, ma che induce alla riflessione su una certa realtà contemporanea ambigua e contraddittoria e al tempo stesso palesemente sotto gli occhi di tutti, specie di chi volge altrove lo sguardo.

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