Cinema

“Life”

Ryan_Reynolds_and_Jake_Gyllenhaal_discover_aliens_in_new_movie_trailer_Lifedi Gabriele Ottaviani

La stazione spaziale internazionale ospita un gruppo di scienziati di varia provenienza. Sono tutti professionisti di rango – tecnici, biologi, medici che preferiscono restare nello spazio anziché tornare sul proprio pianeta, che l’uomo ha violentato a furia di brutture e crudeltà rivolte spesso senza pudore anche verso i suoi simili… – che, mentre viaggiano nell’universo, chiusi nel loro luogo-non luogo ristretto e libero dalla gravità, agganciano una navicella che da Marte riporta campioni di suolo e non solo da analizzare: tra questi un organismo che accende la loro sete di conoscenza. La vita, dunque, c’è anche altrove, parafrasando Kundera. Non siamo soli nell’infinito, nonostante la hybris che ci fa credere di essere unici. La notizia rimbalza fin sulla Terra, generando prevedibile entusiasmo. Da sempre, realmente, ci si interroga sull’origine del tutto, si sa. Il problema è che quello che sembra inizialmente un innocuo paramecio o giù di lì, capace di far sognare i bambini che lo battezzano Calvin, immaginando forse che si tratti di una specie di alieno da fumetto, in realtà diviene col passare del tempo sempre più rapidamente una sorta di incrocio tra un echinoderma, un polpo comprensibilmente, dal suo punto di vista, restio a finire in insalata con le patate, una medusa e un fiore gigante, mostruoso e vorace, ostile, intelligentissimo, scaltro e mortifero… Del resto, però, la vita si nutre d’altrui morte… Il doppiaggio? Fa leggermente meno pena del solito. Il sottotitolo? Imbarazzante. Retorico? A palate. Già visto? Naturalmente, anche se gli vanno riconosciuti alcuni guizzi niente affatto malvagi. La fotografia? D’impatto, e certe sequenze sono spettacolari. I dialoghi? A tratti aberranti. Comunque ben congegnato, anche se certo non è che per la gran parte dello svolgimento si palpiti chissà quanto per la tensione, anzi, Life – Non oltrepassare il limite, in sala da domani, diretto da Daniel Espinosa (Safe house, Child 44), con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare, Olga Dihovichnaya e Ryan Reynolds, probabilmente dal punto di vista commerciale sarà un successo (se ha aspirazioni diverse dal puro intrattenimento l’obiettivo è fallito: in caso contrario invece no) ed è un esempio tutto sommato godibile di fantascienza orrorifica tra Alien e Gravity con qualche altra incursione nel cinema di genere propriamente detto.

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