Libri

“Le notti blu”

9788860044396_0_0_1580_80di Gabriele Ottaviani

Chissà se quel giorno la Grosso gli avrebbe passato il bambino al telefono. No, troppo presto, però aveva accettato di parlare ancora, e quindi era lecito pensare che la minuscola breccia si sarebbe piano piano allargata e prima o poi si sarebbe aperta del tutto. Michele aveva scandito lo scorrere dei minuti aprendo e chiudendo documenti sul computer, poi, all’una in punto, aveva chiamato.

Le notti blu, Chiara Marchelli, Giulio Perrone editore. Esisti senza essere più nel momento in cui perdi un figlio. Perché genitore lo rimani ma non hai più nessuno per cui esserlo. Tant’è che infatti si tratta di qualcosa di talmente innaturale e inconcepibile che persino il vocabolario, che per antonomasia definisce lo scibile, si ferma. Non esiste parola. Non sei orfano. Non sei vedovo. Sei. Ma senza. Sei. Con assenza. Incolmabile. Incancellabile. Irrecuperabile. Presenti solo i sensi di colpa. Inutili e inevitabili. Quella domanda che non hai affatto ragione di farti e che eppure inevitabilmente, come un riflesso pavloviano, inarrestabile ti fai e ti rifai, quel dove ho sbagliato, quel cosa avrei potuto fare se avessi capito, che non ti leva giorni alla vita, ma vita ai giorni. Che passi in attesa che il dolore scemi. Ma non lo fa. E il dolore, oltretutto, ti accompagna amplificato e riflesso negli occhi di chi hai accanto. Di chi come te ha subito la tua perdita. La stessa, uguale, quella. Però il dolore è diverso, perché diverso è come reagisci. Come reagite. Larissa e Michele si conoscono da una vita. Hanno un figlio, Mirko. E poi un giorno devono cominciare a fare i conti con la sua mancanza. E allora non c’è più spazio per le cose non dette, hanno cittadinanza solo quelle che restano. E quelle che restano sono montagne da scalare… Un tema così forte è rischiosissimo, perché se chi ti legge ha provato quella devastazione potrebbe vederne riverberate tinte disturbanti, persino volgari: si corre sempre il pericolo di mancare di rispetto non volendo quando ti dedichi ad affrontare le più torbide radici del dramma. Chiara Marchelli, però, ha il dono di una commovente delicatezza: raffigura una coppia avviluppata in intime e strazianti solitudini incomunicabili e descrive con potenza balsamica le dinamiche del cuore.

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3 risposte a "“Le notti blu”"

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