Libri

“Assalto a Villa del Lieto Tramonto”

4542631di Gabriele Ottaviani

Da dietro l’ingresso sottoposto a videosorveglianza continua della residenza si sentivano le parolacce furiose di qualcuno che provava a entrare. Siiri diede un’occhiata per capire chi fosse, ma non riusciva a vedere bene. Fuori era buio, all’interno l’illuminazione era molto intensa. «Un visitatore, merce rara di questi tempi» disse tra sé. Solo quando si avviò verso la porta mise a fuoco un uomo calvo e robusto dall’aria familiare. «Santo cielo!» Non poteva credere ai suoi occhi. Si avvicinò concitata alla porta per aprirla con il badge appeso al cinturino dell’orologio. Con quel coso al polso sembrava una raccoglitrice di bacche che, aggirandosi nei boschi, per paura degli orsi si era armata di una campanella. Bisticciò un bel po’ con il badge prima che la porta si spalancasse dritta in faccia al visitatore, come al solito. «Maledizione!» «Sei davvero tu! Non sai quanto mi sei mancato!» Mika Korhonen, l’angelo di Siiri, il loro salvatore dal traffico di psicofarmaci, entrò. La tempesta di neve l’aveva inzuppato, era su tutte le furie. Aveva un aspetto più malandato di un tempo, il viso sciupato, ma gli occhi erano altrettanto azzurri e gentili, proprio come li ricordava. Per un attimo Siiri ebbe l’impressione che non l’avesse riconosciuta, ma appena gli tese la mano, sul viso di lui si allargò un sorriso. Anche la stretta era virile come un tempo.

Assalto a Villa del Lieto Tramonto, Minna Lindgren, traduzione di Irene Sorrentino, Sonzogno. Non c’è pace tra gli ulivi, si potrebbe dire pensando a Lucia Bosè e a Raf Vallone. Beh, nemmeno tra gli alberi, ben più adatti al clima finnico, che punteggiano il giardino di Villa del Lieto Tramonto, la residenza per persone diversamente giovani che ospita Siiri, Irma e Anna-Liisa, alla loro terza, riuscitissima, conclusiva avventura. Tutti i dipendenti in carne e ossa, tanto per fare una cosa nuova (evidentemente la latitudine non è garanzia di welfare: e noi che ci siamo sempre illusi che le idee di Olof Palme e dei suoi epigoni avessero attecchito almeno là dove d’estate il sole non muore mai…), sono stati licenziati: al loro posto dei macchinari. Che soffrono di solitudine. Sono ansiosi. Petulanti. Non stanno zitti un attimo. Il frigo elenca i cibi in scadenza, il robottino fa più domande della buonanima di Mike Bongiorno ai tempi di Rischiatutto… E chi li governa poi? Sarà davvero chi dice di essere? Insomma, c’è un nuovo mistero in quel di Helsinki: e non esistono detective migliori delle tre arzillissime fanciulle d’un tempo, cuori forti e senza età. Aiutate, per giunta, da un’altra signora molto speciale… Minna Lindgren si legge con infinita piacevolezza, è profondissima e arriva dritta al cuore.

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