Libri

“Velvet”

978885842498MED.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non puoi entrare in una stalla debole e dire ai cavalli cosa fare. I cavalli sono reali. A loro non interessa chi si merita cosa. Fanno quello che fanno e se non sai gestirlo non ci dovresti stare.

Velvet, Mary Gaitskill, Einaudi, traduzione a cura di Maurizia Balmelli. Il condizionatore salmodia il suo incessante, monotono e snervante gocciolio, colmando di esso ogni spazio nella piccola stanza di periferia dove il caldo appiccica i vestiti alla pelle e alla rabbia che la fa da padrona nelle mattine sempre uguali e al tempo stesso sempre diverse, latrici di problemi continuamente nuovi, che costituisce il solo e unico vero sprone capace di fare in modo che il giaciglio, comunque non troppo comodo, possa essere abbandonato in funzione di un peregrinare dolente per la città in cerca di qualche brano di dignità dagli sfilacciati contorni da stracciare dal muro della desolazione. Lei dorme schiena a schiena con la mamma. Ormai è grande, ha undici anni, non ha bisogno, come invece fa Dante, il fratellino, di tuffarsi nel suo seno morbido, senza spigoli, senza quelle schegge respingenti che sono invece il tratto distintivo del profilo dell’assistente sociale, che sarà magari anche piena di buone intenzioni, ma non ha la benché minima contezza della realtà, che le propone di passare un po’ di tempo in un bel posto. L’altra non è più una bambina, e da parecchio. Ha vissuto un sacco di esperienze. Per lo più negative. Ha cercato di dare un senso alla sua noia di vivere e non c’è riuscita. Ha detto di fare l’artista. E l’ha fatta. Ma ora si trova in bilico sul crinale di un bivio a precipizio sul nulla, e quel che è peggio è che non se ne è nemmeno accorta. La terza, poi, è la più impossibile da non amare di tutte. La chiamano “la Mostruosa”. Ha la testa troppo grossa, è piena di cicatrici. Forse è pazza. Non è docile, non è dolce, non fa moine. È stata orribilmente maltrattata. È una cavalla. Siamo in un maneggio. Velvet (come Liz Taylor in Gran premio) è la bimba, Ginger l’adulta. Le loro voci si inseguono, si susseguono, si accavallano, si completano, si intrecciano, si rappacificano con la catastrofe della paura di cercare di essere felici, specie quando la luce alla fine del tunnel sembra non arrivare mai. Il romanzo di Mary Gaitskill, che nella vita ha fatto di tutto, la fioraia ambulante, la babysitter, la spogliarellista, la prostituta, e la cui voce narrativa ricorda insieme Tennessee Williams, Joyce Carol Oates, Truman Capote ed Edna O’Brien, pur essendo unica, insostituibile, inimitabile, è semplicemente un miracolo.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...