Libri

“Il dolore è una cosa con le piume”

9788823515482_0_0_300_80.jpgdi Gabriele Ottaviani

C’era una volta un re che aveva due figli maschi.

Il dolore è una cosa con le piume, Max Porter, Guanda, traduzione a cura di Silvia Piraccini. Lei è amata. Lei è morta. E lui resta solo. A casa. Londra. Coi due figli. Non sa che fare. Non sanno come fare. Non sanno come andare avanti, come mettere i giorni in fila l’uno dietro all’altro come le perle in una collana che adesso non ha più una chiusura che funzioni. Il tempo è fermo, fisso, bloccato, ingrommato di ruggine come una chiave in una serratura che non gira più, che non apre più nulla, che non serve più a niente. È una cappa gelatinosa e sporca l’angoscia che li attanaglia. Poi, un giorno, si palesa al loro cospetto un corvo. È un sogno? Forse no… I ricordi riaprono le ferite, ma sono l’unica consolazione possibile, l’unico baluardo contro la morte, contro la fine di tutto, perché finché c’è memoria esiste l’esistenza. Semplicemente straordinario.

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