Libri

“Il cattivo infinito”

ISIS_bigdi Gabriele Ottaviani

Seppe molto, l’essenziale. E ne fece incetta. Era sbalordito, interdetto, ma arreso all’evidenza che la via intermedia dell’amore fosse negata e restasse solo, nelle derive dell’intolleranza, in quel retropalco dell’azione civile e civica che è la dialettica sociale, l’odio. Che restassero le armi com’era sempre stato – estorte agli arsenali di Saddam – e che suscitassero in lui, malgrado il suo inesausto vitalismo, l’equivoca attrazione della morte. I loro nomi: fucili d’assalto Akm, mitragliatrici Pk, lanciarazzi Rpg-7, missili anticarro, Stinger, cannoni antiaerei, obici, carri armati, autoblindo, aerei da trasporto, elicotteri.

Il cattivo infinito – Capire Isis, Marco Alloni, Aliberti. Il sedicente stato islamico è una realtà nel nostro mondo martoriato dai venti di guerra e dilaniato da feroci giochi di potere. Una realtà tragica, impregnata di morte. Il terrorismo è da tempo un pensiero fisso, una costante, con cui l’Occidente non può non fare i conti. Non si può parlare di emergenza, poiché questa per definizione ha un carattere di eccezionalità che evidentemente non collima con la durata del fenomeno, importante, e che ha una decisa influenza nella vita di tutti, nella stessa quotidianità, nelle scelte, nei giudizi e soprattutto nei pregiudizi che lo alimentano, ma certo è una questione aperta, di vitale importanza, che va risolta, per il bene e la sicurezza di tutti. Ma come nasce il terrorismo? Cosa lo genera? E soprattutto esistono delle responsabilità, delle connivenze, delle correità, delle zone d’ombra che si allungano a lambire anche chi ne è vittima? A chi vende le armi l’Occidente? Di chi si è avvalso per combattere i nemici al tempo della guerra fredda? Il libro di Alloni vibra di passione e indignazione, è un’esegesi profondissima, accuratissima, scomoda, che fa riflettere, pensare, capire, pone delle domande, destabilizza, appassiona e sgomenta, foraggia discussione, dibattito, dialogo, impegno. Da leggere.

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