Libri

“L’ottico di Lampedusa”

L ottico di lampedusa_Esec.indddi Gabriele Ottaviani

Non poteva andarsene. Si sarebbe costretto a restare. Lo doveva ai migranti. Intorno alle bare sembravano esserci due o trecento persone, eppure apparivano insignificanti in tutto quello spazio! Immaginò che gli uomini in giacca e cravatta fossero politici arrivati da Roma. Stavano lì, impalati come soldati, e mugugnavano in risposta alle preghiere, facendosi ogni tanto il segno della croce. La sindaca si copriva il volto con un fazzoletto, ma l’ottico vide che tremava tutta. Gli parve che recitasse una poesia quando il prete lesse il lungo elenco dei defunti. Nomi esotici che si infrangevano su di lui come onde, uno dopo l’altro, così che non capiva dove finisse uno o ne cominciasse un altro. Efrem, Asmeret, Gaim, Biniam, Niyat, Senait. Da qualche parte nel mondo, una madre stava spolverando la foto incorniciata di un figlio o di una figlia dispersi, aspettando ansiosa una telefonata rassicurante che la informasse del loro arrivo. Guardò la donna che aveva salvato mentre si soffiava sulle dita doloranti. Come si chiamava? In una delle casse c’era suo fratello?

L’ottico di Lampedusa, Emma-Jane Kirby, Salani. Traduzione a cura di Guido Calza. Carmine è un uomo normale. Ha una vita tranquilla. Fa l’ottico, ha una regolare quotidianità ricamata di rassicuranti e confortevoli abitudini. Vive in uno dei posti più belli del mondo. Lampedusa. Non ci è nato, ha scelto di abitarci. La sua serenità, però, un giorno si spezza. La sua esistenza si fa più consapevole. Nulla è più uguale. Come ogni cosa, anche un naufragio ti sembra lontano quando non ti tocca da vicino. Se non sei direttamente coinvolto quella cosa non esiste, non ha grande significato per te. Ma quando quella che doveva essere una normale e divertente battuta di pesca insieme a sette amici respirando iodio e ridendo beatamente tra le onde e il vento diventa, con il solo ausilio di un unico salvagente, il recupero di quarantasette persone, le sole sopravvissute, il significato non può che balzarsi nitido dinnanzi agli occhi e sconvolgerti il cuore. Il problema è serio, è una vera catastrofe umanitaria: il libro ne parla senza retorica, con un tatto, una caratterizzazione, una sensibilità e un approfondimento psicologico mirabili. Da non perdere.

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