Libri

“Al momento giusto”

piatto_al-momento-giustodi Gabriele Ottaviani

E quella notte ci siamo addormentati in balcone, con il freddo che fa spazio al caldo e maggio che saluta.

Ha vent’anni. È gay. È di Cagliari. Il padre non sa che gli piacciono i ragazzi. Si trasferisce a Roma per studiare all’università. Arti e scienze dello spettacolo. Ha un amore. Che dopo un anno finisce. Si accorge che non è più romantico dormire stretti stretti in un letto singolo. È solo scomodo. Non c’è più quella poesia che ti fa credere per un po’ anche alle cose a cui non vale la pena di credere. Che Harry Potter sia un fantasy e che la borsa di Mary Poppins non possa essere così capace è un dato di fatto, senza se e senza ma. Così come che quando si muore si muore, anche se si resta vivi nel ricordo di chi rimane. Tutto muore. Tutto. Specie ciò che ami. Specie chi ami. Martina d’un tratto muore. All’improvviso, senza che ci sia il tempo dell’addio, della consapevolezza. Un attimo ci sei, l’attimo dopo no. Sorella, confidente, complice, amica. Un incidente stradale dalle dinamiche quantomeno singolari. Per cui Francesco lascia Roma. E Federico potrebbe pensare che sia stata solo una notte di sesso quella appena trascorsa. Ma non è così. Nessuno ha mai cercato di farsi spazio con tenerezza nelle manie del controllo di Francesco. Nessuno ha diviso con lui i fiocchi di latte. Tant’è che infatti Francesco torna. Aveva pensato di partire, ma quel Gratta e Vinci da diciassettemila euro comprato appena dopo aver cacciato via di casa il suo compagno, perché avanti in quel modo non si poteva più andare, è sparito chissà dove. In compenso a casa è arrivato un pacco accompagnato da una lettera. Il contenuto è un pulsante verde che riporta indietro nel tempo. Al momento giusto. Aldostefano Marino scrive con una prosa fresca, credibile, quotidiana, autentica, brillante, fotografica, che si legge con impressionante facilità, di vita e amore, morte e dolore, fiducia e tradimento, amicizia e famiglia, identità e diritti civili, senza retorica, senza verità in tasca. Edito da Augh, il suo è un gran bel romanzo.

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