Libri

“L’amante segreto di Madame Curie”

9788884409485_0_0_1542_80di Gabriele Ottaviani

Lasciati andare, per una volta, vivi!

L’amante segreto di Madame Curie, Irène Frain, Gremese, traduzione a cura di Carlo Floris. Lei è libera. È vedova. La vedova illustre, come la chiamano, quella a cui, prima donna della storia, assegnano la cattedra di fisica generale alla Sorbona appartenuta in precedenza al marito – e padre della prole – morto ammazzato, investito da una carrozza su Rue Dauphine, nel sesto arrondissement di Parigi, in direzione dell’Accademia delle scienze, un giovedì qualunque, il diciannove di aprile dell’anno del Signore millenovecentosei. È lui quello sposato. Ma lei è l’adultera. È lei quella che dà scandalo. È lei la rovinafamiglie: che importa se finalmente ora si sente di nuovo viva, è di nuovo felice, ha ritrovato un po’ di pace e di serenità, e la sua vita è di nuovo completa. Che importa della sua opinione, a che serve sentire anche l’altra campana? È lei la svergognata, è evidente, ovvio, banale. È lei quella che tutti segnano a dito. Nonostante dia lustro da anni e anni con la sua attività di studio e di ricerca – in questi stessi giorni sta per essere premiata per la seconda volta con il Nobel, ma la notizia passa pressoché sotto silenzio: i titoli a nove colonne sono tutti per la moglie dell’uomo che ama e da cui è riamata e per le sue rivendicazioni – per la quale si è giocata e continua a giocarsi finanche la salute all’intera nazione e non solo. Ma si sa, certe cose non si perdonano. Soprattutto se hai successo. Soprattutto se ti invidiano. Soprattutto se non fai nulla di male. Soprattutto se sei una donna. Soprattutto se sei quella donna. Che è riuscita a fare l’impossibile, a pensare l’impensabile. Se sei, insomma, Maria Skłodowska, ma tutti ti conoscono come Marie. Marie Curie. Madame Curie, dal nome di Pierre, il tuo caro estinto coniuge. Interpretata sullo schermo dalla straordinaria Greer Garson, che con quel ruolo si aggiudicò la quarta (e quartultima della sua carriera) nomination – terza consecutiva, dopo il magnifico Fiori nella polvere e soprattutto La signora Miniver, con cui vinse la statuetta – agli Oscar, Marie Curie rivive in una prosa attenta e brillante che mescola storia, scienza e artificio in un amalgama più che riuscito. Da non perdere assolutamente.

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