Libri

“La straordinaria eredità del dottor Kotev”

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Avrebbe dato qualsiasi cosa per rivivere le mattine serene dei suoi quindici anni.

La straordinaria eredità del dottor Kotev, Laurent Seksik, Gremese, traduzione di Maria Stella Tataranni. Ludičev, millenovecentoquattro. Berlino, fra il millenovecentoventi e il millenovecentotrentatré. Nizza, millenovecentoquarantatré. Mosca, millenovecentocinquantatré. Parigi, duemilaquindici. Sono i luoghi e le epoche attraverso i quali prende vita una vicenda familiare carica di emozioni, raccontata con varietà, eleganza, raffinatezza, pathos: senza retorica, ci si sente immersi in un torrente di ricordi che fa approfonditamente riflettere in generale anche sul senso stesso della fine, dei legami tra le generazioni, sulla tradizione e il cambiamento, necessario oppure forzato. La storia non è solo un semplice sfondo, è un vero e proprio personaggio che si inserisce nell’economia della trama delle vicende raccontate finendo inevitabilmente per intervenire e interferire, per cambiare determinati percorsi, per influenzare talune scelte. Lena, figlia di Tobias, figlio di Mendel, figlio di Pavel, è francese. È un’oncologa. Non è sposata. Non ha figli. A chi tramanderà dunque il suo sapere? Chi resterà depositario della storia sua e della sua famiglia? Una storia di ebrei ashkenaziti, ossia provenienti dall’Europa orientale. Una storia di persecuzioni e peregrinazioni. Una storia di vocazioni per la medicina, la ricerca, la cura. Degli altri e anche naturalmente, per non dire soprattutto, di sé. Le voci si alternano, i tempi si intrecciano, è un continuo ritrovarsi avanti e indietro all’interno di un flusso sempre leggibile, chiaro, appassionante, attraverso i pogrom, il nazismo, lo stalinismo del famigerato complotto antisemita dei camici bianchi, che vedeva sospettati della morte del dittatore sovietico i professori di medicina, per la gran parte per l’appunto ebrei, ritenuti al soldo dei servizi segreti inglesi o americani o membri di un’associazione sionista, la Joint, infiltrata, stando alle dicerie, persino ai vertici del Partito: individui e collettività, memoria e testimonianza, identità e autodeterminazione costituiscono la tessitura di un romanzo che travolge, istruisce, avvince.

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