Cinema

“Beata ignoranza”

185733614-214eb373-c782-4abc-a386-68b35e7fd6a2di Gabriele Ottaviani

Uno è un professore di lettere vecchissimo stampo, l’altro un docente di matematica capace di accattivarsi le simpatie di tutti e soprattutto tutte. Erano grandi amici, condividevano ogni cosa. Anche la stessa splendida donna, Marianna. Dopo lustri e lustri si incontrano di nuovo, e non può che essere uno scontro a tutto campo, dal diverso rapporto con la tecnologia che rende tutti noi sempre più connessi e al tempo stesso isolati fino alla dimensione che più conta, ovvero naturalmente quella degli affetti. Il nuovo film di Massimiliano Bruno si intitola Beata ignoranza e sarà nelle sale a partire dal ventitré di questo mese. Purtroppo ha il problema che ormai assai spesso si vede, con ogni probabilità dovuto al fatto che gli sceneggiatori sono tre, dunque troppi, e sembra talvolta che la mano sinistra ignori quanto fatto dalla destra e che la terza sia all’oscuro del lavoro di entrambe: è sbilanciato. I duetti fra i due protagonisti, Marco Giallini e Alessandro Gassmann, che se la cavano con estrema souplesse, funzionano e divertono, a tratti persino molto; tutto ciò che però è di contorno non pare sempre sostenere a dovere la narrazione, dando adito a lungaggini, cali di tono e cedimenti per quel che concerne brillantezza, freschezza e originalità, che pure, va ribadito, in certi frangenti non mancano. Una storia lieve, al cinema.

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