Libri

“Dialogo con mia madre”

3838316-9788817089005.pngdi Gabriele Ottaviani

L’idea di scrivere un libro mi fa sorridere: da un lato sento la voglia di riempire queste pagine bianche, perché tante pagine bianche ben riempite hanno costituito nella mia vita occasione di conoscenza, riflessione, stasi, movimento, evoluzione, tempo; dall’altro ho sempre la netta sensazione di non averne mai letti abbastanza per essere autorizzato a prendere in mano una penna e volare. Quanto realmente conosciamo le persone che amiamo?

[…]

I soldi sono il frutto del lavoro e della fatica dell’uomo, e siccome sono necessari per la sopravvivenza, ognuno di noi, nonostante la stanchezza o le difficoltà, continua a lavorare. Donare il frutto del nostro lavoro a qualcuno è cosa difficile; lo si fa solo con le persone a cui hai dato la vita e che ami tanto: i figli. È una legge di natura, anche se non per tutti; lo hanno fatto mio padre e mia madre con noi e io e tuo padre lo facciamo per te e Stefania. Chi riceve questi doni prova un’immensa gratitudine, chi li dona una gioia profonda; ma se le nostre esigenze o aspettative vanno “oltre” la disponibilità del donatore, questo equilibrio tra gioia e gratitudine si rompe ed entrambe le persone coinvolte provano disagio. Capisco che tu mi dica spesso di non spendere mai più del dovuto, ma la realtà è che spendendo l’essenziale è necessaria una somma pari a uno stipendio medio di un lavoratore italiano dopo anni di lavoro e sacrifici. Quando al telefono ti chiedo un chiarimento e tu, tutt’altro che grato, ti sovrapponi, non ascolti, sottovaluti quello che ti sto dicendo o ritieni normale andartene a Ravenna a spendere in due giorni l’equivalente di “spesa” di due mesi, io ho tutto il diritto di arrabbiarmi. Quindi, da ora in poi, tutto ciò che esula dallo strettamente necessario, dovrà essere richiesto ed eventualmente accordato compatibilmente con le esigenze della famiglia. Spero quindi che tu ti renda conto che, poter frequentare l’università che hai scelto, nel posto che hai voluto, sia un privilegio e un dono concesso a cospetto della tua libertà. Sono contenta di sentirti soddisfatto della tua scelta e del percorso che hai intrapreso; mi sembra altresì corretto comunicarti queste cose e ora mi sento serena. Volere il bene dell’altro e il nostro è anche questo. Tali considerazioni sono dettate dal desiderio, in questo momento di crisi, di accompagnarvi il più possibile verso un futuro sereno. Ti voglio bene.

È giovane, bellissimo, altrettanto bravo, fa il cantautore, l’artista e il conduttore, è passato con successo per il palco di Sanremo, quello che tutti sognano ma poi rimangono costretti a salutare la lavatrice se vogliono dire per forza almeno una volta nella vita “Buonasera, Ariston!”: eppure anche lui, naturalmente, come tutti, ha avuto e ha i suoi momenti di fragilità. Ogni cielo, del resto, ogni tanto si becca qualche nuvola, è nell’ordine naturale delle cose. La gioia è compagna e contraltare del dolore, e tutte le trame di tutte le vite hanno questi stessi fili intrecciati, il tessuto delle relazioni umane che nascono e crescono grazie al dialogo. Perché non c’è niente di più importante, soprattutto per elaborare una perdita, che parlarne. Insieme. E può aiutare anche la tecnologia. Benché magari per esempio le mamme, anche se giovani e perfettamente in grado di gestirla, talvolta siano restie ad avvalersi di sms, mail, notifiche di Whatsapp e compagnia cantante: però poi lo fanno, perché nulla, si sa, le ferma dinnanzi a una dimostrazione d’amore. Dialogo con mia madre, Giovanni Caccamo, Rizzoli: un’incursione delicata e intensa nei rapporti familiari. Da leggere.

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