67. berlinale

“Sage femme”

201715212_2_img_fix_700x700di Gabriele Ottaviani

Una ha quarantanove anni. Non beve, non fuma, mangia sano. Gira in bicicletta, non ama guidare, specie se la macchina non è sua, e non parcheggia mai in divieto. È sola. Ha un figlio che con qualche perplessità studia medicina. E ha una fidanzata incinta. Ha un giardinetto presso il fiume che cura con amore, e una umile ma dignitosissima casa a Mantes-la-Jolie, a metà strada tra Parigi e Rouen. Lavora in ospedale. È ostetrica. In francese, Sage femme. Il reparto di maternità del suo nosocomio, per le solite logiche contemporanee che vogliono aberrantemente fare della sanità, come pure per esempio della scuola, prima di tutto una fonte di mero profitto economico, sta per chiudere. È una donna che sa cosa significhi prendersi cura. In primo luogo, naturalmente, degli altri. Mettendosi da parte. Donando senza aspettarsi di ricevere. Ha una madre con cui non ha nulla in comune. Un padre morto. Bellissimo. Nuotatore straordinario. Ha vinto varie volte i campionati francesi. È stato alle Olimpiadi del millenovecentosettantadue, quelle di Monaco di Baviera, quelle di Settembre Nero e di Mark Spitz (che ricorda in modo impressionante, così come pure incredibile è la somiglianza con il di lei figlio), e non certo come semplice comparsa nella vasca con le corsie, anzi. Un padre che si è ammazzato per amore. Sparato in petto. Cremato, le sue ceneri navigano nella Senna. L’altra, invece, va per i settanta. Anche lei è molto bella, ma decisamente più appariscente. Veste con colori sgargianti, fantasie vistose. Indossa gioielli che non possono passare inosservati. È biondissima. Ha aggiunto un suffisso slaveggiante al suo cognome perché voleva passare per una nobildonna dell’Est invece che per la figlia d’una famiglia umile. Fuma una sigaretta dietro all’altra. Passa il tempo nelle bische. Gira con un mare di soldi in tasca. Ha talmente paura della solitudine da eccedere in generosità. È talmente fragile che ha bisogno di apparire forte. È malatissima e sostiene di essere senza speranza, ogni due per tre è un tanto ormai…, pensa sempre al suo funerale, a che modello di bara comprarsi. Però, al limite, se dovesse essere d’impiccio può essere tranquillamente buttata a fiume pure lei, dice. Tanto di qualche morte tocca morire, meglio godersela fino all’ultimo prima che sia troppo tardi. Non, elle ne veut pas regretter rien. Beve vino rosso. Pasteggia a base di grassi saturi. Più son saturi, più ci pasteggia. Biscottini, formaggio, burro, cioccolata, omelette, bistecche alte quanto una vacca intera. Mette su dischi di Serge Reggiani, canta, balla, ride, piange, dice all’altra, cui è piombata in mezzo all’esistenza fra capo e collo dalla sera alla mattina, che è troppo ligia, seria e affidabile e che nessuno le darà una medaglia per questo, che si veste come una figlia di nessuno, deve piantarla con quel riso integrale che sa di cartongesso e finirla di portare la macchina come se fosse una lumaca con la sciatica. Lei, invece, irresistibilmente pazza, teneramente folle, infantilmente e involontariamente inopportuna, talmente sopra le righe che veleggia leggiadra direttamente su un altro quaderno, se la spassa pure al volante di un camion. Ha avuto tanti uomini ma uno solo ha contato per lei. Lo sta cercando per fare pace… Tutto ciò che è di contorno è fatto abbastanza male, scombiccherato, tirato via, approssimativo, dal punto di vista tecnico e narrativo: complessivamente il film è piuttosto dimenticabile. Ma c’è un ma: Olivier Gourmet (La promesse, Rosetta, Sulle mie labbra, Il figlio, L’enfant, Due giorni, una notte, La ragazza senza nome) pur non avendo un gran ruolo si conferma bravissimo, e soprattutto la classe interpretativa di due signore come Catherine Frot e Catherine Deneuve rende i loro duetti, in cui si concentra la non molta, in generale, brillantezza della scrittura, un piacere.

 

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...