67. berlinale

“Menashe”

c246qhcwgaepdtcdi Gabriele Ottaviani

Borough (Boro) Park, nella parte sudoccidentale di Brooklyn, è il luogo che ospita una delle più grandi comunità ortodosse di religione ebraica che siano insediate al di fuori dei confini dello stato di Israele. Per la maggior parte si tratta di persone che aderiscono al movimento del chassidismo, sorto in origine in Polonia alla fine del diciottesimo secolo, che si prefigge molti obiettivi, a partire dalla popolarizzazione della Kabbalah, l’insieme degli insegnamenti esoterici e mistici propri dell’ebraismo rabbinico, puntando letteralmente alla trasformazione della suddetta mistica nella vita quotidiana in un sentimento intimo, una pietas in grado di rendere santa ogni cosa, per raggiungere uno stato di eterna gioia e di unione con Dio. Qui vive Menashe, un uomo rimasto solo a dover crescere suo figlio, il suo amato bambino. Un padre che, pur mantenendo un profondo legame emotivo, culturale, sociale con la sua tradizione di appartenenza e il suo gruppo di provenienza al tempo stesso vorrebbe anche un po’ distaccarsi da certe convenzioni che non ritiene più del tutto giuste o attuabili e aprirsi alla modernità. Naturalmente non si tratta di un percorso facile da nessun punto di vista, che mette in relazione e in discussione il privato con la dimensione pubblica e sociale che ha ogni individuo nei confronti degli altri, persone con cui condividere emozioni, scambiarsi opinioni, instaurare un dialogo, costruire un tessuto umano. Kugel è un termine yiddish, che definisce un piatto tradizionale ebraico. E si sa che l’identità passa anche attraverso la cucina, basti soltanto pensare, per esempio, ai più antichi piatti della consuetudine culinaria romana, che affondano chiaramente le loro radici nelle origini della comunità giudaico-romanesca, quella per intenderci di cui in versi ci fornisce un interessante spaccato l’opera di Crescenzo Del Monte, vissuto fra il milleottocentosessantotto e il millenovecentotrenatcinque. Anche non essere in grado pertanto di cucinare bene il tradizionale kugel può essere un problema di non poco conto per un uomo all’interno di una comunità molto osservante dei dettami del rabbino e della religione. Menashe, di Joshua Z. Weinstein, è un film compiuto, bello, interessante, ben scritto, ben diretto, ben montato e interpretato, ricco di umorismo, toccante, emozionante e profondo.

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