67. berlinale

“Final stage”

201715310_3_img_fix_700x700di Gabriele Ottaviani

Così come il tempo è percezione e durata, anche la realtà in verità in fondo non può essere considerata completamente oggettiva nel momento in cui la osserviamo, perché la vediamo in base alle sensazioni che essa genera e stimola in noi: difatti talvolta ci capita di cambiare opinione su qualcosa in maniera anche diametralmente opposta. Perché magari più che il mondo che ci circonda siamo mutati proprio noi, anche al di là del livello di completa coscienza che di norma conserviamo nella quotidianità. Il suono e i colori sono distorti, esagerati, ammalianti in Final stage, un cortometraggio che dà corpo alla malinconia. Ottimo.

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