67. berlinale

“Discreet”

201712774_4_img_fix_700x700di Gabriele Ottaviani

Una giovane youtuber comunica con il suo pubblico attraverso il computer mentre alcune strisce di pancetta friggono in una padella, un cadavere chiuso mediante delle fascette di plastica all’interno di un sacco nero simile a quelli che di norma si usano per la spazzatura scivola sul pelo dell’acqua di un ruscello trascinato dalla corrente e un ragazzo che vive per lo più in macchina e con la telecamera sempre a portata di mano si ritrova a fare i conti con un passato di abusi, un rapporto complesso con la madre e il nonno ormai irrimediabilmente malato e la propria omosessualità. Vissuta nella desolata provincia texana in maniera squallida e nascosta, tra camere di motel noleggiate per ospitare delle orge, l’adescamento di giovinetti e sale private di videoteche dove fa sesso con altri uomini mentre sullo schermo scorrono immagini di film porno etero. Travis Mathews fonda da sempre la sua filmografia su queste tematiche, ma Discreet, che doveva essere un thriller psicologico erotico, delude da ogni punto di vista, non avendo né approfondimento psicologico né erotismo né thrilling, e procedendo più che altro per giustapposizione disarmonica.

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