Libri

“Ti regalo il mio regno”

9788868302597_0_0_745_40di Gabriele Ottaviani

L’incontro con il generale Varela, ministro dell’Esercito, andò come previsto. Teso e sgradevole. Il generale Varela poteva vantarsi di essere il militare più decorato dell’esercito spagnolo, di avere due Croci dell’Ordine di San Fernando appuntate sul petto – Franco ne aveva solo una – di essere l’unico generale ad avere iniziato la sua carriera come soldato semplice arrivando al gradino più alto della gerarchia. Quello di cui proprio non poteva vantarsi era la simpatia e l’affabilità con i sottoposti. Quella mattina Varela aveva convocato nel suo ufficio il colonnello Hierro e il capitano Sotomayor perché gli riferissero le ultime novità. Ne approfittò per fare loro una solenne lavata di capo per i due goal che la polizia aveva segnato all’esercito in così poco tempo: la localizzazione di Kraser in Spagna e l’identificazione dell’assassino di Sinclair. Non tollerava che gli uomini di Serrano Suñer si prendessero tutti gli onori. La sorpresa fu macroscopica quando al termine della riunione Varela comunicò che si dovevano presentare immediatamente a El Pardo. «Io con così non ci posso andare» disse Arturo a Hierro uscendo dall’ufficio del generale. «Possiamo passare dalla residenza? Ho bisogno di lucidare le scarpe, di farmi stirare l’uniforme». «Te lo scordi, Arturo! Hai sentito il capo. Franco ci vuole vedere appena possibile. Non possiamo farlo aspettare. O vuoi che ci taglino le palle?» Nei giardini di El Pardo li attendeva Blas al volante della Hispano-Suiza. Accese il motore e si mise in cammino. «Ti sei mai trovato di fronte a Franco?» chiese Hierro ad Arturo. «Io? Mai. E tu, colonnello?» «Certo! Varie volte. Eravamo insieme all’Academia e poi nella Legione. Pensa quanto lo conosco bene, Franquito». Arturo si stupì di quell’inattesa confidenza.

Ti regalo il mio regno, Juan Vilches, Imprimatur, traduzione di Fabio Cremonesi. Juan Vilches è avvocato, docente di Giurisprudenza e capo del dipartimento legale dell’Istituto spagnolo di tecnologia aerospaziale. Tra le altre cose. Ed è anche uno scrittore. Ottimo, non c’è proprio nulla da dire. La sua prosa è ineccepibile, precisa, curata, brillante, bella, scorrevole, piacevolissima a leggersi. La storia poi che sceglie di raccontare ha un’indubbia forza. E non solo perché si tratta di una storia vera. Ma perché sono molteplici anche le angolazioni attraverso le quali può essere trasmessa e osservata. Partendo dalla realtà dei fatti Vilches edifica infatti una impalcatura da thriller, che non ha un attimo di cedimento né una battuta d’arresto. Condendo il tutto con la storia di un amore, di una passione che non si è affatto coniugata con la ragion di stato. Mai infatti un re aveva rinunciato al suo regno per amore. Mai prima di Edoardo VIII e Wallis Simpson. Tutto questo mentre i venti di guerra e l’afa mefitica del totalitarismo appestano l’Europa… Vibrante.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...