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“Romanzo siciliano”

9788865593790_0_0_1522_80di Gabriele Ottaviani

La barca era destinata a trasportare i nostri due amanti sull’opposta riva della Calabria, dove doveva celebrarsi il loro matrimonio. È facile immaginarsi tutte le pene che provò Giulia in quest’ultima giornata, pensando che stava per abbandonare, forse per sempre, una diletta sorella, ed un’amica altrettanto rispettabile, quanto lo era la signora Menon. Ogni carezza da loro ricevuta, ogni contrassegno della loro tenerezza erano per lei tanti dardi laceratori che le giungevano fino in fondo al cuore. Ogni momento era sul punto di rompere il silenzio, che aveva imposto a se stessa, ma aveva promesso al fratello e all’amante di non rivelare a nessuno il loro segreto. La marchesa frattanto dava i suoi ordini per i preparativi della cerimonia che doveva aver luogo il giorno dopo. La gioia scintillava sul suo volto e trapelava da ogni suo gesto. Ben si vedeva quanto era desiderosa di concludere un matrimonio che stava per togliere in eterno alla sua rivale l’oggetto che aveva incendiato il suo cuore. Ma, tra questi preparativi pubblici da un lato, e nascosti dall’altro, il tempo insensibilmente scorreva, e già erano sopraggiunte le tenebre della notte. Giulia, sotto il pretesto di un finto malessere, si era assai per tempo separata da Emilia e dalla signora Menon. Sul punto di abbandonarsi alla buona fede del suo giovane amante, voleva avere la libertà di riflettere sulla sua temerarietà. Ma per quanto potessero suggerirle la saggezza e la prudenza, era già deciso che dovesse vincere l’amore. Essa si considerava come legata dalla promessa fatta ad Ippolito in presenza di suo fratello. Quali ostacoli si possono mai fronteggiare specialmente quando ci si vede alla vigilia di dover perdere tutto! Mezzanotte suonò. Questa era l’ora fissata.

Romanzo siciliano, Ann Radcliffe, BEAT, traduzione a cura di Rita Bernini. Il sedicesimo secolo sta per finire, e la Trinacria dell’epoca non è nota per essere il luogo più liberale che si possa pensare, sia detto con rispetto parlando. La luminosità dei paesaggi è l’antinomico contraltare della cupezza di una atmosfera soffocata da un oscurantismo monolitico e onnipresente. Ferdinando è il quinto marchese di Mazzini: è un uomo duro, protervo, violento, che usa il suo potere e ne abusa, specie nei riguardi delle donne. Dopo un nuovo matrimonio si trasferisce a Napoli e nel suo castello restano confinate le figlie di primo letto. Un ulteriore lutto dà il la alla scoperta di terribili verità rimaste sopite e sepolte… Che un classico non finisca mai di dire quel che ha da dire è noto, e altrettanto noto è il fatto che questo romanzo abbia fatto ben più che sensazione quando vene edito per la prima volta, anche perché nell’epoca del Grand Tour un grande romanzo gotico come questo, capace di alludere a una possibile natura sensuale, ambigua e spettrale propria di luoghi rinomati per il loro fascino solare, non poteva non sedurre. La qualità della scrittura fa sì che continui ancora oggi a farlo, a secoli di distanza.

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