Libri

“Angeli minori”

download (3).jpegdi Gabriele Ottaviani

Qui potete vedere l’angolo che Yaliane Heifetz chiamava il boudoir. Vi troneggiava un televisore che non riceveva più niente da sessant’anni a causa dell’interruzione delle trasmissioni. Laggiù, dove in questo momento fremono felci colossali, Yaliane Heifetz si sedeva ed evocava ricordi di giovinezza, aneddoti vissuti al tempo in cui dirigeva un’agenzia di lotta internazionale contro il capitalismo. La Rosa Matrossian è stata spinta in quell’angolo, il tappetino sotto i suoi piedi è scivolato, lei si è goffamente aggrappata al ripiano che sosteneva il televisore, l’apparecchio è caduto e le ha fracassato il cranio. Oggi non si vedono né l’apparecchio né le carcasse dei divani o delle poltrone, che avrebbero permesso di farsi un’idea delle tranquille serate che avevano luogo in quel boudoir. Dopo i crolli, dapprima del tetto e poi del primo piano, le macerie hanno continuato a lungo a ingombrare il paesaggio, ma adesso sono scomparse. Le piogge e lo scioglimento delle nevi hanno spostato i ruderi, il vento ha disperso polveri essenziali, l’humus ha ammorbidito le rovine, e le molte generazioni di alberi cresciuti nel frattempo hanno cancellato ogni traccia. Più avanti, dietro quel tronco di larice, c’era la scala dove Lioudmila Matrossian è stata respinta dalle vecchie, e dove un’aiuto infermiera si è spezzata il collo proprio come la direttrice che era salita poco prima nel dormitorio. La direttrice era stata ricevuta da un comitato d’accoglienza armato di conchiglie rituali, e subito si era accasciata sotto un letto del dormitorio a sinistra dell’ingresso, le gambe tremanti, ansimante, in una pozza di piscio e di sangue.

Angeli minori, Antoine Volodine, L’orma, traduzione di Albino Crovetto. Un angelo è un messaggero. Qualcuno che porta un annuncio, una novella, che dà un’indicazione, che spalanca le porte su una verità che attendeva soltanto di essere rivelata. Si aspetta il suo arrivo con trepidazione, è una figura che si pone a un livello intermedio fra chi ha bisogno di qualcosa e chi può, almeno nelle speranze, intervenire per fare in modo che quella necessità sia soddisfatta, che quella inquietudine trovi pace. Ma esistono anche angeli con un’ala sola, per così dire, non sono soltanto i massimi sistemi, le esigenze più imprescindibili quelle per cui si chiede soccorso: esistono anche realtà ai margini, quelle degli ultimi, dei figli di un dio minore, quelle che passano sotto silenzio, di cui non ci si avvede, per ignoranza, per indifferenza, per rassegnazione all’inevitabile. Tutto nasce, cresce, si evolve, finisce. Anche il mondo. Ma il futuro non può prescindere dal passato, e se la realtà contingente è apocalittica e postapocalittica è evidente che qualcosa in un tempo più remoto ne ha determinato la generazione: i ricordi ancestrali, magici, occulti si legano dunque inestricabilmente alla consapevolezza di quello che si è perso e che non può che essere vagheggiato, della profondità dei lati oscuri e ardui a comprendersi della coscienza, fatta di mille contraddizioni. Una narrazione potente, articolata, simbolica, mistica, lirica e insieme drammatica, in cui la forza e il dinamismo della parola, la capacità salvifica, demiurgica e generatrice dell’immaginazione, la valenza filosofica della natura delle cose danno vita a un puzzle caleidoscopico, che sfugge a ogni costrizione, genere e definizione, e lascia inevitabilmente senza fiato.

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