Libri

“Voli separati”

ANDRE_DUBUS_Voli_separati.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era il crepuscolo, così non riusciva più a vedere i colori, e desiderava che il tramonto mutasse rapidamente in sera, così da poter stare nell’auto al buio con la sola luce verde pallida della plancia e quelle rosse dei fanali di coda dell’auto molto più avanti, e i fari pallidi sull’altro lato dell’interstatale.

Voli separati, Andre Dubus, Mattioli 1885, traduzione di Nicola Manuppelli (autore anche di un bellissimo saggio a fine volume, Dopo la tempesta). Il disertore, Il dottore, Nella mia vita, Se conoscessero Yvonne, Affondando, Miranda sulla valle, Voli separati, Non abitiamo più qui (già edito da Mattioli nel duemilanove in un’altra selezione e qui riproposto per completezza: è fra l’altro alla base dei Giochi dei grandi, la storia di Jack, Terry, Hank ed Edith, film del duemilaquattro premiato al Sundance come miglior sceneggiatura, diretto da John Curran e interpretato da Peter Krause, Naomi Watts quando ancora azzeccava le pellicole cui prendere parte, Laura Dern – figlia della Diane Ladd che recitò insieme a lei in Alice non abita più qui, titolo cui quello originale dei Giochi dei grandi, ossia We don’t live here anymore – e un sublime, ma non è una novità, Mark Ruffalo). Se hai paura è più difficile guardarti dentro. Se sei preda dello sconforto tutto ti appare perduto, struggimento e dannazione. Non c’è luce nel cielo, e lasci accesa quella di casa perché almeno ti dà l’illusione al rientro che non sia tutto oscuro e senza speranza né possibilità di miglioramento. E ti senti solo anche se sei in due. O in più di due. Come sempre la prosa di Dubus è affilata come una lama che affonda nelle carni devastate da una interiore desolazione talmente straziante da non lasciare che nelle apparenze si manifesti alcunché. Lievissima la sua scrittura, aerea come il canto d’un’allodola, eppure parla di anime ferite, vulnerabili, in perenne procinto di spezzarsi, al minimo tocco, al più piccolo scossone, castelli di carte in bilico costante, incapaci di resistere all’onda del dolore. Ma non sanno far fronte nemmeno a quella dell’improvvisa gioia. Proprio perché inattesa, insospettata, accolta con incredulità. Sogni, speranze, peccati e tradimenti: c’è tutto in questa raccolta magnifica, pubblicata per la prima volta quarantuno anni fa, il capolavoro di un maestro dell’osservazione e della narrazione della vita e delle sue tinte, ora fosche, ora scintillanti.

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