Cinema

“Castro”

castro-paolo-civati-3983-600x337di Gabriele Ottaviani

La quarta edizione del mese del documentario si apre con Castro del giovane autore, attore e regista Paolo Civati (Noi credevamo, Scossa), pluripremiato film italiano, scritto insieme a Giulia Moriggi e prodotto nel duemilasedici da Tangram Film (Caramelle, Il ventre dell’architetto, Perché sono un genio!, Il ghetto di Venezia, La certosa di Parma, Il giovane Casanova, Vera, Fuoristrada, La Piovra 8, La Piovra 9): con stile asciutto, brillantezza, occhio attento al dettaglio e alla rappresentazione fotografica dell’autenticità della vita racconta con un linguaggio innovativo, credibile, chiaro, lirico e impegnato l’umanità contemporanea, ciò che circonda, ciò che spesso disturba, e che invece è indispensabile conoscere, proprio perché parte di noi e della nostra civiltà, della società ossessionata dal progresso, ma che il progresso non sa nemmeno probabilmente bene in fondo cosa sul serio sia, visto che a tutto dovrebbe portare tranne, almeno in teoria, che a un aumento, cosa invece palese e sotto gli occhi di tutti, della sperequazione sociale. Il Castro è un palazzo di cinque piani del quartiere romano di San Giovanni, un immobile dalle facciate scrostate che passa nel tempo da occupazione illecita a CAAT (Centro di Assistenza Alloggiativa Temporanea), un rifugio per gli esclusi, i poveri, i reietti, gli abbandonati, i disadattati, gli emarginati, gli ultimi, di ogni etnia, età e provenienza, donne, uomini e bambini. Una casa per tanti ma di nessuno. Per più di dieci anni è una possibilità di vita, di esistenza, di sopravvivenza. Una grande famiglia fatta di famiglie, e non solo. Una torre di Babele di mille lingue che però si comprendono, non sono una punizione divina contro la superbia umana, ma anzi sono uno strumento di condivisione e solidarietà, perché parlano tutte di bisogni insoddisfatti e diritti negati, di delusione, paura, ansia, speranza e dignità. Una comune, da un certo punto di vista: fuori da ogni schema, da ogni ordinarietà, ripresa per oltre un anno nel suo quotidiano andare avanti. Oggi di fatto non esiste più. Anche per questo Castro è da non perdere.

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