Libri

“Darling days”

darling-days_pcdi Gabriele Ottaviani

La mia casa va a fuoco ma ormai dentro non c’è più nulla di mio. I vestiti che indosso sono la sola cosa che mi è rimasta e mi sta bene. La mamma va a fuoco, le ho gettato un fiammifero tra i capelli, ma non posso soffermarmi su questo. Da adesso in poi, è la sola cosa che conta. Ci sono quasi. Non ho bisogno di un’altra t-shirt. Ce ne sarà un’altra. Questo è il momento in cui si scompare. Mi sento dissolvere, come la strega cattiva, ma invece che in acqua sono stato affogato in un fascicolo numerato. Attraverso quelle grandi porte di pietra con la mano di un’assistente sociale sulla spalla, e mi polverizzo, mescolato a tutti gli altri bambini invisibili che galleggiano nel sistema. Siamo numeri. Siamo casi catalogati. Siamo la somma delle nostre udienze e visite odontoiatriche, dei nostri voti e registri di frequenza. Qui prendo ordini. Qui tengo la bocca chiusa. Qui non mi fido di nessuno. Vedono migliaia di me al giorno. Non ho spigoli, né un profilo definito; sono solo un’altra circostanza da chiarire. Mi sono riversato giù per questo scarico sconosciuto e ora sono scomparso. Ma posso lavorarci. Posso raggiungere la sponda a cui voglio arrivare. Quando la raggiungerò, potrò ricominciare di nuovo a comportarmi come me stesso e qualcuno mi vedrà ancora. Il mio papà mi vedrà. Avrò per lui una faccia, dei capelli, delle scarpe da ginnastica, dei piedi e delle mani. Delle ginocchia bitorzolute. Gli potrò finalmente dire che le mie ginocchia non sono rotte. Non si sono mai rotte. Volevo solo che lui restasse.

iO Tillett Wright, Darling Days, traduzione di Sarah Victoria Barberis, Il saggiatore. Droga. Alcol. Decine e decine di persone senza fissa dimora. Delinquenti. Artisti. È New York. È il Lower East Side. Sono gli anni Ottanta. È dove vive iO, che ora è trentunenne. Il nome è strano, insolito. È ispirato a uno dei satelliti di Giove. È una bambina. Ha una madre single attrice e ballerina buona ma senza senso pratico. Ha un padre che è dappertutto tranne che accanto a lei. Quando ha sei anni decide di far credere a tutti, con il pieno appoggio dei genitori, in seguito a un episodio che la segna profondamente, di essere un maschio. Lo fa credere per otto anni. È un essere umano ibrido, così ama definirsi: attivista, artista, interprete di altre vite e di altri mondi attraverso lo strumento potentissimo della recitazione. La sua autobiografia, intima, travagliata, schietta, delicatamente impudica, candida, sconvolgente, esilarante è da non perdere assolutamente.

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